Ricordati del cacao amaro per ricordare meglio

Dopo svariate operazioni a cervello aperto (craniotomie) la memoria subisce duri colpi. Per anni ho seguito sedute interminabili di training cognitivi e, ancora oggi, se non faccio esercizi per qualche giorno, la memoria vacilla. Come dare combustibile al cervello? Con il cioccolato: mai cura è stata più dolce!
Uno studio recente dell’Università dell’Aquila, pubblicata su Frontiers in Nutrition, ha indicato il cacao come un potenziale supplemento alimentare con cui proteggere le capacità cognitive, addirittura in presenza di lievi forme di declino cognitivo. Il cacao è, infatti, ricco di flavonoli, una particolare classe di polifenoli che svolgerebbero un’azione benefica a livello cardiovascolare e neurologico.
Nelle ricerche analizzate si era guardato all’effetto dell’apporto dei flavonoli su diversi domini cognitivi tra cui l’attenzione, la memoria e le funzioni esecutive, ovvero quelle abilità che permettono a un individuo di progettare, definire obiettivi, attuare tali progetti, controllare e modificare il proprio comportamento. Si è visto cosa succede al cervello poche ore dopo aver consumato cacao e cosa invece potrebbe succedere nel tempo, con un apporto regolare di flavonoli del cacao. Sebbene gli studi clinici randomizzati controllati condotti per valutare l’effetto “acuto” dei flavonoli non fossero molti, diversi lavori hanno indicato un loro effetto benefico sulle prestazioni cognitive. In alcuni studi, ad esempio, i partecipanti avevano mostrato, una memoria di lavoro più forte e una migliore capacità di analizzare le informazioni visive. Inoltre è emerso che nelle donne l’assunzione di flavonoli fosse in grado di contrastare il calo delle prestazioni cognitive dopo una notte in bianco come la minore accuratezza nel portare a termine dei compiti.
Le conseguenze dell’apporto di flavonoli nel lungo periodo, da cinque giorni a tre mesi, erano state generalmente analizzate in individui più anziani.
Sono state rilevate, a fronte di un apporto quotidiano di queste sostanze, rafforzate l’attenzione, la velocità di processare le informazioni, la memoria di lavoro, la produzione lessicale (definita attraverso un test che misura quante parole si riescono a produrre in un tempo determinato).
L’attività cerebrale diventerebbe più efficiente in quanto come già dimostrato da molti studi l’effetto prevalente dei flavonoli è sull’endotelio vascolare, ovvero sulla membrana che riveste l’interno dei vasi sanguigni. Tale struttura, tra le tante attività, ha un’importante funzione di filtro regolando il passaggio di molte importanti molecole. Una migliore funzionalità dell’endotelio si traduce in un maggior afflusso di sangue e nutrienti a livello cerebrale. Il risultato finale potrebbe dunque essere un miglioramento dell’attività cerebrale. Inoltre emerge negli ultimi anni un effetto anche diretto dei flavonoli sulle capacità cognitive e sulle cellule nervose. I flavonoli sono in grado di passare la barriera emato-encefalico e sono stati localizzati in grande quantità in aree cerebrali cruciali per funzioni come la memoria e l’apprendimento. ma bisogna prestare attenzione ai possibili effetti indesiderati associati alla sua assunzione. Non sono trascurabili né l’apporto calorico del cioccolato né i composti chimici contenuti come la caffeina e la teobromina, dai significativi effetti stimolanti: «Attenzione alle conclusioni affrettate. Il cioccolato, essendo spesso associato a zuccheri, non può essere consumato in grandi quantità. Più o meno i nutrizionisti sono concordi nell’indicare nei venti grammi al giorno (un paio di quadretti) la quantità corretta da assumere. Ovviamente meglio se fondente, almeno con il 70% di cacao.
Io lo uso AMARO al 100% anche contro la pressione bassa perché ricco di magnesio e potassio. Quanti sacrifici per curarsi con dolcezza!

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