Gelato: come riconoscere quello veramente artigianale

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In quasi tutte le gelaterie si legge la scritta “artigianale”, probabilmente per aggiunte sostanze come addensanti, stabilizzanti, additivi insomma. Al contrario, vedere che una gelateria usa la pozzetta – la cosiddetta carapina – dovrebbe già un minimo rassicurarci (anche se questo dato non può rappresentare una garanzia al 100%) perché in quel caso il gelato non è una montagna compatta che si erge verso l’alto. Per il gelato, eventualmente, si può usare un addensante naturale come la farina di semi di carrube.
“Bisogna guardare questo mondo con intelligenza, non bisogna essere rigidi. Se una gelateria usa una pasta di nocciole d’eccellenza, non importa che non abbia selezionato le nocciole una per una. Si è semplicemente rivolta a chi magari sa fare una pasta migliore di lui, quindi non bisogna essere troppo rigidi. Dipende anche in quale attività si fa aiutare un gelatiere e come sono i preparati o semilavorati che usa”.
Continua Mariarosaria: “Giovanna Musumeci, nominata ambasciatrice della granita siciliana nel mondo, mi ha detto che in un prodotto come la granita si sente subito se è buono attraverso  la sua semplicità – in realtà nella sua semplicità sta la complessità del prodotto perché la granita è fatta soltanto di tre ingredienti: acqua, zucchero e frutta, ingredienti che, di conseguenza devono essere tutti al top: frutta freschissima, di stagione e gustosa. Tu devi essere in grado di dare la giusta consistenza.

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Una risposta

  1. 26 giugno 2018

    […] la riflessione sul termine artigianale che accompagna qualsiasi gelateria, mi sono interrogata su un’altra dicitura molto diffusa tra […]

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