Il segreto: braccialetti fucsia – Moira Platinette tra Tunisia e Sicilia, russa a Milano

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Combattuta tra il farlo e il non fino alla fine, il Vostro presidente del Consiglio Renzi mi ha indicato la via del politically scorrect come quella da seguire. Prima del nuovo ricovero all’Istituto San Raffaele di Milano per farmi asportare una recidiva al cervello, di cui vi parlerò più approfonditamente e seriamente non appena pure io ci capirò di più, l’ultima notizia che mi sono portata con me dal mondo esterno e che ho seguito con interesse durante il ricovero in questa struttura, orribile prigione per uomini e bestie. Speravo in un delirio prericovero quando ho letto che Renzi Vostro ha saputo rispondere alle accuse di Mineo di autismo accusando il giornalista di aver offeso gravemente il malato. Per il rottamatore è difficile cogliere l’uso di una similitudine, qualcuno glielo spieghi, vi prego, rottamatelo prima del terzo ventennio con un ritardato a guidarci… Senza offesa per i ritardati. Sia mai, cazzo, Renzi, non è difficile, piuttosto spiega perché ti suggelli a fronte opposto delle epurazioni e alla prima occasione ne fai una indegna che mette in mostra tutta la tua incompetenza civile, intellettuale, politica, di rottamatore: rottamati, fai qualcosa di utile, dai fine alla dc, tu, figlio diretto di papà Berlosco che ha guadagnato una marea di voti solo perché lasciati in eredità dal tuo padre intellettuale. Dunque, torniamo al punto perché io dovrei allinearmi a cotanto squallido e vile prudenzialismo. Io su questo ricovero ci scrivo una telenovela. Ho tutti i protagonisti per farne una storia strappa lacrime assurda e c’ho pure la cattiveria e il sarcasmo carichi per sceneggiarla al meglio, nonché un illustre anticipatore: Giacomo Campiotti e i suoi Braccialetti rossi. Noi ce li abbiamo fucsia che, oltretutto, è il mio colore preferito, perché pop, come me, quindi Il segreto. Braccialetti fucsia, sia il titolo. Già al primo ricovero mi ero lanciata nella stesura di un libro illustrato, ma come al solito finita in ciccia, grazie a una quantità di farmaci che avrebbe steso l’intera popolazione dello zoo, o chiamatelo oasi, se loro tale la ritengono. Arriviamo al dunque, questo inverno mancavano protagonisti forti per questo romanzo a puntate. A sto giro una, in particolare dà risorse per mettere giù d’un fiato l’autobiografia più lunga del mondo…. no, non temete, non posso espormi allo schermo del pc più di tre ore al dì. Ma è giunta l’ora che esca la prima puntata di questo delirium tremens che mi è toccato. Tengo a specificare che siamo alla neuro, che come premessa non mi pare male. In breve, scordatevi la prima stagione e passiamo direttamente alla seconda. Ci vuole una sigla… oddio non sono preparata, ma se Amedeo Minghi s’è rubato un’aria della Tosca, per introdurre Edera, io non posso fare altrettanto? Rubo Vissi d’arte, che ben si lega ai miei interessi, perché – come premesso – questa storia chiede due protagoniste femminili antagoniste. http://youtu.be/NLR3lSrqlww Chiaramente qualsiasi riferimento a fatti e personaggi reali è spudoratamente intenzionale, ma mai mi permetterò di violare la privacy dei miei caratteri, né di entrare nel merito dei loro casi, perché il mio lo spiattello, con l’intenzione di poter essere un sostegno per chi sta vivendo qualcosa di così assurdo e spaventoso, con macabro umorismo e un tocco di sarcasmo, che per alcuni potrebbe sembrare di cattivo gusto, ma a me no… chissà che ne penserebbe quell’intellettualoide di Renzi. Se così vi pare, interrompete ora la lettura. Ma dietro ogni personaggio di questa serie se ne cela uno, che sicuramente avrete incontrato nel corso delle vostre vite o con cui le strade si incroceranno. Lei, che nella nostra storia diventa la Svitata, è  rientrata dopo novembre per essere letteralmente svitata, rinfrescata con nuove pulizie di stagione e riavvitata. Sua antagonista la vera Diva: sicurmente non casta, bensì sposata in seconde nozze: Moira Platino, per l’impalcatura aurea che la sua fronte impilava su uno chignon fiorito e sorretto da una quantità di forcine che nemmeno Moira Orfei ha mai usato nella sua lunga vita. Ribattezzata da Vanni-Guccini-Ceremony: Bombolo Platinette (ma anche un po’ Malgioglio) per i riflessi abbaglianti e, infine transfumata (refuso geniale del correttore automatico, raramente, ma a volte utilissimo – di whatsApp) in Funari. Questo l’aspetto estetico, cui daremo voce bilingue. Sicula lagnosa è la lingua madre, francese maccheronica marocchina è quella originaria, della terra che le ha dato i natali: la Tunisia. Probabilmente è anche un po’ cinese, dato che un suo infermiere connazionale di colore ha così denaturato e decolorato. Insomma, l’avete immaginata? Una diva, che mentre scrivo racconta di essere andata a fare i provini per attrice e io ci credo…. mi immagino un provino per il film L’uomo delle stelle di Giuseppe Briatore, ma ahimè temo non la prenderebbero nemmeno in un cast farlocco, soltanto per Gran Bollito di Bolognini o un gran filmone di Ciprì e Maresco. Per i quali non avrebbe bisogno di trucco né copioni, bella e pronta. https://www.youtube.com/watch?v=Nt_IJtHtz9U   Ma soprattutto Moira dà fiato alle trombe col calar della sera… finita la sua telenovela Il segreto che ascolta a scrocco rubando le cuffie dell’altra compagna di stanza che le ha pagate (!): partono i fiati prima superiori, squillano le trombe poi i tromboni dal sedere e andiamo tutti a Sparta, ma Moira non si apparta, anzi se deve andare in bagno spalanca la porta per non privarci di intermezzo alcuno. La notte si trasforma in incubo lei ne è l’astrifiammante regina della notte contro cui nulla si può… avete intuito qual è il suo flauto magico? Non smette di suonare un attimo. Poi al risveglio la spara sempre più enorme con il consueto ‘Non ho dormito niente’ pensa a noi, maledetta!!!! e senza pietà spalanca alle ore 4 le tapparelle, tanto lei ormai è sveglia. Stanotte c’ha estasiate con una variante inedita, introducendo i rutti di tamburo e so’ cose. Sparati a un centimetro dalla povera infermiera che la stava aiutando ad andare a lavarsi. Non si doooorme un secondo qua, quasi fosse colpa nostra. Io ho provato anche con i tappi, ma non servono, nulla può contro di lei. L’aria tuona la vendetta dell’inferno che ribolle nel suo cu…lo, morte e disperazione fiammeggiano intorno a lei! http://youtu.be/OLlux8ICOfI Il figlio Serghiuzzu l’ha ripudiata il giorno dell’intervento non presentandosi nemmeno. E riservandocela tutta a noi… Tra le migliori perle:

  1. Sono nella stanza delle tre fighe. La Svitata, con parigine bianche e pantalone tarocco ashishas, Moira, con il suo manto della notte sulle spalle, l’elegante giunone della Brianza.
  2. La mattina dell’operazione guarda l’icona della marò la bacia e le chiede la grazia per tutte noi, io le dico che posso farne anche a meno. Poi alza gli occhi verso l’altro suo cielo: la tv e vede i marò e attacca con la stessa litania poveri marò poveri marò, che brutta fine, mischineddi. La marò dorme con lei di notte e la mattina le fa versare lacrime di sangue. Ha l’occhio gonfio, povera… secondo me vuole scapparsene lontano da lei.
  3. Al dottore lo chiama parrucchiere… sorvoliamo su cosa racconta di avere ai parenti.

Un mito assoluto che odio e amo, ma non vedo l’ora di vedere mai più. Peccato a mia insaputa mi abbia organizzato vacanze a Castelvetrano da lei: Grazie, ma MAI.

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6 Risposte

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  2. 25 giugno 2014

    […] notte, ma per recuperare le forze dopo l’operazione, dormire era un punto fondamentale. Ma contro Moira ha funzionato solo la divina coDEIna. Appena rientrata a casa, ho immaginato che la Svitata, come […]

  3. 30 giugno 2014

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  4. 7 luglio 2014

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  5. 17 luglio 2014

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  6. 30 luglio 2014

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