Palme e banani spuntano in piazza Duomo a Milano

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Come ogni mattina, appena sveglia, leggo i giornali, a partire dalle notizie sul cancro, poi passo a cosa posso vedere o fare in città. E mi trovo le palme in piazza Duomo. Cerco informazioni più approfondite perché non sono riuscita a seguire il tg regionale e altri media hanno glissato sull’argomento troppo presi a parlare di Roma e del suo sindaco. Leggo su Instagram che Beppe Sala ha postato una foto  e cercato di difendere l’obrobrio scrivendo “Milano si risveglia con palme e banani in piazza Duomo. Come nella tradizione ottocentesca. Buona o cattiva idea? Certo che Milano osa eh…” Cerca di fare il simpatico, perché consapevole che ha fatto la cazzata. Mi immetto nel dibattito. Che la foto poi sia di una bruttezza imbarazzante poco importa perché è palese al primo cittadino poco importa di custodire il bene comune e il bello. E guardiamo indietro nel tempo, addirittura all’Ottocento, mai guardare avanti… Quando, dopo le palme,arriveranno anche i banani, tutto promosso  e sponsorizzato dal primo Starbucks che aprirà in città. Ma questo particolare, ovviamente, Beppe Sala lo dimentica e anche la curia che nel 2010 si era opposta all’albero di Tiffany in piazza Duomo. Ma qui sono arrivati gli americani di Donald Trump e le teste si abbassano. E il cuore di Milano, dopo il museo del Novecento con la sua scala tutta lucine, si trasforma sempre più in un albergo di lusso tutto luci e con le palme in giardino. Finirà come nella visione di Robert Gligorov, dove la cattedrale scompare per lasciare visibilità soltanto ai punti commerciali tutti intorno, ma per lo meno senza palme?

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