Sanità: contro le liste d’attesa troppo lunghe

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Si sa: sotto campagna elettorale siamo tutti più buoni e così Regione Lombardia mi manda una lettera a a casa che mi rassicura e assicura un accesso agevolato alle prestazioni e alle cure mediche tramite il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi giorni ho letto innumerevoli polemiche sulla facilità e velocità di cure (e guarigione) di Nadia Toffa, neo paladina dei malati oncologici, dopo che anche lei ne è stata vittima eccellente curata e guarita in tempi record: si è scatenata la polemica e la fame, io invece mi sento di scrivere soltanto: beata lei!

Quando ero al liceo e non avevo nemmeno 18 anni, mentre facevo la doccia ho sentito sotto l’ascella destra un turgido gonfiore. L’ho tenuto costantemente monitorato e ho fatto anche l’agoaspirato: un linfoadenonoma, nulla da preoccuparsi, anche vista la tua giovane età, mi disse il dottore. Trovano anche la causa: tutta colpa della toxoplasmosi. Ma non avendola curata a suo tempo, quando ho le mestruazioni oppure faccio movimenti scorretti, il linfonodo ancora oggi si infiamma e gonfia. Finisce tutto non appena torno in forma. Ma dopo l’ultimo ciclo, non si è sgonfiato e mi fa tuttora un male atroce. Vado dal medico curante che mi prescrive una ecografia. Bene, non sono più così giovane, anche se nemmeno quando avevo 33 anni e mi hanno diagnosticato il tumore al cervello, mi sentivo vecchia, tanto meno mi paiono avanti con l’età i bambini del Comitato Maria Letizia Verga, che ho conosciuto. Regione Lombardia mi farà prenotare una visita il prima possibile. Come? La prima disponibilità è a maggio? Provo con l’auxologico. Ma soltanto a pagamento potrei trovare prima del mese di maggio. Smadonno contro la Toffa. Poi ricordo di aver letto un articolo che indicava una legge per cui se i tempi di attesa con il ssn sono troppo lunghi, si può andare dal privato pagando soltanto il ticket. Secondo questa legge se la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi garantiti per legge –  che sono di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici, il paziente può rivolgersi a un privato, pagando soltanto il ticket. Ma allora siamo tutti scemi? O forse nessuno parla di questa legge. È il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, che prescrive che i direttori generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni. La cerco su normattiva: esiste!

E recita- copio, incollo:

 

Dunque, se la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi garantiti per legge (come detto 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici), il paziente può pretendere che la medesima prestazione sia fornita dal medico privatamente, in intramoenia, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato.

Il malato dovrà presentare al direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di appartenenza una richiesta in carta semplice per «prestazione in regime di attività libero, per le singole prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e per le altre prestazioni specialistiche erogate in regime ambulatoriale è dovuta una partecipazione al costo pari all’ 85% della corrispondente tariffa determinata dalla regione di appartenenza del soggetto erogatore, fino ad un importo massimo di spesa di 100.000 lire per singola ricetta, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge 25 gennaio 1990, n. 8, e successive modificazioni. Per gli assistiti che hanno diritto all’esenzione parziale ai sensi dell’articolo 4, comma 5, è dovuta una partecipazione al costo pari al 70% della corrispondente tariffa fino ad un importo massimo di spesa per singola ricetta pari a 60.000 lire. Le regioni ridefiniscono il valore del limite massimo di spesa per le ricette contenenti accorpamenti per profilo di trattamento di due o più’ prestazioni eventualmente definiti a livello regionale e provinciale ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto del Ministro della sanita’ del 22 luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14 settembre 1996. Al fine di procedere al graduale superamento dei limiti di prescrivibilità per ricetta di cui alla legge 25 gennaio 1990, n. 8, e successive modificazioni, di razionalizzare la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale, di semplificare l’accesso alle prestazioni da parte degli assistiti, nonché’ di ridurre la spesa a loro carico e di promuovere l’utilizzo dei percorsi diagnostici e terapeutici, il Ministro della sanità’ con proprio decreto, ai sensi dell’articolo 59, comma 50, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, individua i criteri per la sperimentazione di forme agevolate di erogazione di pacchetti di prestazioni predefiniti a fronte di determinate condizioni cliniche, identificati sulla base dei percorsi, consentendo la prescrivibilità in un’unica ricetta di prestazioni afferenti a branche specialistiche diverse e prevedendo la ridefinizione in aumento del valore del limite massimo di spesa per ricetta. (2)rofessionale intramuraria».

Dopo aver fornito i propri dati, la lettera dovrà premettere quale accertamento diagnostico o visita specialistica gli è stata prescritta. A seguito specificare che le prestazioni possono essere fornite dopo i tempi stabiliti per legge. Tuttavia la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati; di conseguenza facendo appello al decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, che prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni. Si può di conseguenza richiedere che la prestazione richiesta (visita medica specialistica o esame diagnostico) venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria (o intramoenia, che dir si voglia), con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13.

E tornando alla lettera pre-elettrorale di Regione Lombardia, per aderire al servizio, bisogna prenotare al numero verde di Sanità Regione Lombardia (800 368 368) troppa fatica renderlo chiaro nella lettera, ma andate e votare il 4 marzo!

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