L’obesità aumenta il rischio di tumore

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L’obesità è sempre una patologia più diffusa non soltanto in Italia, ma a livello mondiale: dal 1975 a oggi il numero di bambini obesi sul pianeta è decuplicato. Le adolescenti obese sono passate da 5 milioni a oltre 50 milioni e i maschi da 6 milioni a 72 milioni, un totale di 123 milioni così classificati cui aggiungere 213 milioni di sovrappeso.Un aumento così preoccupante e tale che l’Oms ha definito l’obesità una epidemia che sta modificando anche la storia naturale di alcune patologie. Il codice anticancro le ha puntato contro il dito segnandola come fattore di rischio. E la rivista Obesity ha pubblicato uno studio che svela come alcuni tipi di tumori caratteristici dell’età avanzata o della terza età stiano iniziando ad apparire sempre più precocemente, di pari passo con il progredire dell’attuale epidemia di obesità infantile.
Le adolescenti obese sono passate da 5 milioni a oltre 50 milioni e i maschi da 6 milioni a 72 milioni, un totale di 123 milioni così classificati a cui aggiungere 213 milioni di sovrappeso. La ricerca, condotta dall’onco-ematologo Nathan Berger della Case Western Reserve University di Cleveland, fa il punto sul rapporto tra cancro e obesità infantile analizzando i risultati di oltre 100 studi scientifici. Ha evidenziato l’obesità come fattore di rischio per 13 specifiche forme di tumore. Tra questi, due big killer come il tumore al seno e quello al colon retto, e altri meno comuni come il tumore alla tiroide, quello al fegato, il tumore endometriale, il mieloma o adenocarcinoma esofageo.
Quasi tutti i tumori analizzati sono neoplasie caratteristiche dell’età avanzata, la cui incidenza si concentra di solito oltre il 55esimo anno di vita. Ma al contempo, oggi sono presenti anche nella lista dei tumori più comuni tra i 20 e i 39 anni: per le donne tumore al seno, all’utero, ovaie e stomaco sono tutti nella top 20 delle neoplasie comuni in età giovanile; mentre nella lista degli uomini appaiono tumore al colon retto, tiroide, reni, stomaco e fegato. E per molti di questi i dati disponibili parlano anche di un aumento di incidenza tra i giovani adulti negli ultimi decenni. Per il tumore al seno, i dati sono difficili da leggere, perché l’obesità sembra in realtà diminuire il rischio di sviluppare la forma più comune di questo tumore in pre-menopausa, quella positiva al recettore degli estrogeni. Guardando però alle pazienti con rischio familiare a causa di mutazioni dei geni Brca1/2, emergono alcuni dati interessanti: uno studio su 176 famiglie in cui più generazioni di donne hanno sviluppato la malattia è emersa una progressiva precocità dell’insorgenza del tumore, che sarebbe passato in media dai 51,8 anni delle nonne, ai 48,7 nelle madri, a 41,9 nella generazione di mezzo, per arrivare ai 34,7 nelle figlie più giovani.

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