Codice europeo anticancro. 9: abbassare le concentrazioni di radon

Ce lo dice anche il codice europeo anticancro al punto 9:

“Controllare se nella vostra c’è un’alta concentrazione di radon e, nel caso, procedete ad opportune modifiche strutturali”.

In realtà non esiste luogo ove il radon non sia presente. In atmosfera si disperde rapidamente e non raggiunge quasi mai elevate concentrazioni, ma nei luoghi chiusi (case, scuole, negozi, ambienti di lavoro, ecc.) può, in taluni casi, arrivare a concentrazioni tali da rappresentare un rischio eccessivo per gli occupanti.
Il radon in quantità dannose si trova principalmente nei locali, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come cantine, scantinati, taverne, garage, perché il terreno è la fonte principale in cui questo gas si trova, con possibilità tuttavia di arrivare a irradiarsi anche negli ambienti dei piani più alti.
“Il Consiglio Nazionale dei Geologi vuole porre l’attenzione su un tema poco trattato dai media ma che dovrebbe essere maggiormente conosciuto poiché l’esposizione della popolazione al radon, presente nell’aria, rappresenta il principale fattore di rischio di tumore polmonare, dopo il fumo da sigaretta”, allerta Vincenzo Giovine, vice presidente e coordinatore della Commissione Ambiente del consiglio nazionale dei geologi.
Pertanto nelle nuove costruzioni è bene applicare semplici interventi sulla posizione dei locali, la scelta dei materiali da costruzione, la pianificazione dei passaggi di condotte dal terreno, l’isolamento termico e il sistema d’aerazione.
Per gli edifici già esistenti il metodo “acchiappa-radon è invece il risanamento, ma anche la sigillatura delle vie d’ingresso, la sovrappressione degli ambienti e l’aspirazione dell’aria dai pavimenti, con un’intercapedine o con apposite canaline, e dal sottosuolo, con un pozzetto o con tubi di drenaggio.
Per legge, in Italia, il valore massimo tollerabile è 500 Bequerel/mq, ma si tratta di una normativa che probabilmente presto verrà aggiornata. Una recente direttiva europea fissa come limite, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro, un valore medio annuale di 300 Bq/m3 (Becquerel al metro cubo).

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