La manna è lo zucchero farmacologico e cosmetico

La manna suggestiona un’idea biblica di grande abbondanza, invece la sua coltivazione non copre che un fazzoletto di terra delle Madonie, a Castelbuono, in provincia di Palermo, che si attraversa con un’occhiata a volo d’uccello e a Pollina. La manna è un essudato zuccherino costituito principalmente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati. Si ricava dall’indurimento della resina del frassino. Su questi alberi vengono effettuate delle incisioni da sapienti contadini nei mesi di luglio, agosto e settembre. Il liquido che fuoriesce dalle incisioni, si rapprende lungo il tronco oppure scorre fino al piede della pianta, o viene raccolto in contenitori improvvisati che possono essere pure le foglie. È un liquido lattiginoso che, quando si rapprende lungo il tronco, forma i cannòli. Ha l’apparenza di una stalattite di resina. La manna viene prodotta seguendo le tecniche tradizionali, tramandate nelle famiglie contadine da padre in figlio.
il contadino della manna è  chiamato in dialetto siciliano ‘ntaccaluòru, dal verbo intaccare che rimanda alle incisioni fatte sui tronchi dei frassini durante il processo di coltivazione che va da giugno a settembre.

Oggi viene impiegata soprattutto nella versione di mannitolo e in diverse ricette locali.
Il mannitolo ha un indice glicemico più basso rispetto al saccarosio quindi ha un possibile impiego specifico come dolcificante; tuttavia per tutti è meglio usare dolcificanti naturali fermentati, come l’amasake e i malti – di di riso o d’orzo – che contengono maltosio e maltodestrine, che hanno sì un indice glicemico elevato, ma il vantaggio di non contenere il fruttosio. L’importante è che siano accompagnate da un grasso, come un buon olio di oliva o una crema di mandorle, noci o pistacchi, che rallentano la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.
La manna costituisce una sostanza farmacologicamente importante perché viene utilizzata contro diverse patologie.

È usata per combattere i problemi di stitichezza e come blando lassativo privo di azioni secondarie, sia in età infantile che adulta. Ha funzione espettorante, in caso di tosse, decongestionante, in caso di bronchiti e faringiti. Se assunta per più giorni dopo i pasti, favorisce la digestione.
Oggi si preferisce usarla per prodotti cosmetici, come emolliente e antirughe.

Raccolta della manna a Castelbuono

 

 

 

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