L’omeopatia non guarisce

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Convinta che fosse inutile precisarlo non l’ho mai sottolineato abbastanza, ma ieri mattina ho letto che il dottor Mecozzi, quello che ha non-curato l’otite di un bambino con l’omeopatia, ha ripreso l’attività e decine di suoi pazienti si sono rimessi in contatto con lui, evidentemente fidandosi ancora. Ecco questo è il punto con l’alimentazione non si guarisce dal tumore, si previene sicuramente, si riduce il rischio di malattia, ma non si guarisce. Per questo è strettamente necessario affidarsi alle cure di chirurgo, oncologo e radioterapista, e, se necessario, fare chemioterapia.  Le cure che funzionano restano l’asportazione chirurgica del cancro, la radioterapia e la chemioterapia. È la paura a farci cercare cure alternative, ma c’è poco da fare, questi sono gli step per non riammalarsi. Poi l’alimentazione aiuta a non riammalarsi, ma non cura. E il dottor Mecozzi, che ha affermato “il tumore è causato dall’abuso di farmaci”, non credo proprio sia per le cure mediche. Anche io, seppure scettica per eccellenza, alla recidiva mi sono recata da un antroposofo per farmi dare qualche consiglio. È la paura che rende vulnerabili e spinge alla ricerca di chimere. Alla proposta di affiancare alle cure mediche un pediluvio al rosmarino al mattino e punture sottopancia di vischio, ho continuato senza dubbio alcuno ad affidarmi soltanto alla radioterapia. Vero è che ancora oggi, quando ho febbricola (febbre che cioè non supera i 37°) che proprio non mi passa e mi rimbambisce, io una supposta di viburcol (prodotto omeopatico per neonati), rubata alla mia nipotina, me la metto. E funziona! D’altronde i farmaci semplicemente ci fanno tornare in salute prima. Scrive il dottor Massimo Melelli Roia: “Non si considera attentamente il fatto che, nonostante i progressi della tecnologia, stiamo ancora usando droghe per curare, o meglio lenire, le sofferenze delle persone malate senza risolvere il problema alla radice, ma soltanto cercando di sopprimere i sintomi. Quando usiamo una medicina per ‘bloccare la diarrea’, ad esempio, non pensiamo che essa impedisce anche l’espulsione di materie indesiderate dell’apparato digestivo; allo stesso modo, quando assumiamo un antipiretico, dovremmo ricordare che stiamo interrompendo il processo curativo avviato dalla febbre, che altro non è se non un mezzo di eliminazione naturale per bruciare gli scarti, poiché con il rialzo della temperatura il corpo sconfigge più facilmente i microorganismi. La temperatura infatti sale di un mezzo grado al di sopra del limite di replicazione del virus stesso, bloccandola, e dando tempo così al sistema immunitario di essere pronto a intervenire efficacemente. E ancora non ci sfiora minimamente il pensiero che ogni semplice scelta che facciamo ogni giorno, quello che mangiamo, come reagiamo allo stress, se fumiamo o meno, quanto esercizio facciamo, in che modo le nostre relazioni sociali ci sostengono, possa fare una grande differenza per la nostra salute e il nostro benessere, persino per la nostra sopravvivenza. Ma spesso le nostre scelte la fanno.”

 

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