E, adesso che sei grande, pedala!

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Se hai avuto una crisi comiziale, per legge, non puoi guidare la macchina per un anno, pur prendendo quotidianamente anti-epilettici che ti devastano lo stomaco. E pur non essendoci scritto da nessuna parte che l’hai avuta, il rispetto per te e per gli altri, dovrebbe spingerti ad attenerti alle regole. E poi può avere i suoi vantaggi non dover guidare, per esempio, amici che mai avrebbero sconfinato fuori dalle mura di casa vengono a trovarti nel tuo quartiere, per scoprirlo in tutto il suo colore. Abitato com’è da chi, ormai un po’ anzianotto per stare alla guida, ha la premura di avvisarti del pericolo in corsa, esponendo un cartello sul lunotto posteriore della sua vettura, che recita “A”, e in calce la scritta “Anziano”. Però, se detesti affollatissimi mezzi pubblici, la mancanza di auto e autonomia, e vuoi andare a trovare tu gli amici, o ti fai a piedi chilometri su chilometri, o scrocchi passaggi che è un piacere, o pedali! Ma come te la cavi se non sei più capace  ad andare in bici, abbandonata a seguito di una brutta caduta da bambina? Si impara di nuovo. Innanzitutto ci tengo a sfatare il proverbio che dice “Andare in bici non si scorda mai”… Io ho cancellato totalmente dalla memoria come si fa, e non per colpa dell’operazione… Pur credendo non ci siano speranze (eheheheh, di riuscita nell’impresa bici, cosa credevate?), io ci provo. Come si fa coi bambini, mi faccio regalare una bici bassa, così da poter appoggiare i piedi in caso di perdita di equilibrio, chiedo di montarmi le rotelle, supplico il papà di tenermi e sopporto sbeffeggi, ripudi e insulti. I risultati per ora tardano ad arrivare, ma le sfide vanno vinte. Come imparare, dunque, ad andare in bici da grandi? Niente rotelle, niente lanci da discese, ma imparare a mantenere l’equilibrio, inizialmente senza pedalare. Dopo il video che vi consiglio di vedere – perlomeno per farvi due risate – non smettete di leggerci, siamo affidabili, fidatevi! Continuate a imparare a conoscerci, mentre io imparo ad andare sulla mia bici. Pieghevole, mal che vada la metto in spalla e torno a farla a piedi… chilometri su chilometri, ore su ore…

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6 Risposte

  1. Ale scrive:

    Santo Antonio, che pazienza… ma le rotelle che non toccano per terra sono state montate volutamente in questo modo o… per bici da ‘A’dulti non sono previste? comunque pedala, sei sulla buona strada! 😉

  2. barbara scrive:

    Non sei ridicola, e comunque io ho imparato a 12 anni non proprio un’età verde. Insomma: se po’ fa!! Il discorso vero è: conviene andare in bici a Milano? Se il percorso è breve e non molto trafficato, va bene. Se devi andare a Gorgonzola e fai la Martesana, ancora meglio perché è pure bello, ma se devi andare in centro…la 56 è un mondo a parte, io te la consiglio come momento di crescita (e spasso)! Baci Barbara

  3. carmen scrive:

    Fai troppo ridere, ah, ah, ah
    Baci
    Carmen

  1. 10 aprile 2014

    […] alle antiche lanterne orientali, così come alle più domestiche voliere e ai raggi di una ruota da bicicletta, da cui la collezione prende il nome. La lampada contiene la luce che contemporaneamente filtra […]

  2. 7 novembre 2014

    […] i pessimi maestri, sarà la poca applicazione dell’alunna, ma io in bici non ho rimparato ad andare. Ma mai demordere e così Antonio (uno dei cattivi maestri) ha pensato di darmi una spinta e una […]

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