Tutte le proprietà del ginseng

Prima di ammalarmi, bevevo anche dieci caffè al giorno, li usavo per tenermi sveglia e per fare il numero più alto di pause possibile a lavoro e fargliela pagare a coloro che mi rubavano la vita. Dopo che mi sono ammalata, non sono più riuscita a berlo perché mi provoca un intenso e doloroso reflusso gastrico che fatica a passare anche malgrado l’uso del gastroprotettore. Bevo quello d’orzo, ma manca completamente di quella capacità di tenere svegli. Qualche giorno fa, sono finita per l’ennesima volta al pronto soccorso e non ce la facevo proprio a tenere aperti gli occhi, ma cercavo di non addormentarmi per uscire dall’ospedale il prima possibile: persino quando passo in macchina nelle sue vicinanze mi inquieto e il mio umore si incrina. Ed ho commesso l’errore: ho bevuto un caffè delle macchinette, pure pessimo, ma era l’unico modo che avevo per scaldarmi e non cedere a un sonno profondo. Con il sonno ha funzionato, complice la strizza di rischiare l’ennesimo ricovero e degli esami che mi avrebbero dovuto fare (ho il terrore dell’ago). Ma quel caffè mi è risalito per due giorni interi. Nelle ore di attesa ho iniziato anche a leggere e mi sono soffermata su un articolo che elencava le virtù benefiche del ginseng, tra cui spiccava la sua funzione di contrastare la stanchezza. Tornata a casa ho approfondito i benefici di questa radice su quella che è un po’ la mia bibbia: Il libro dei rimedi macrobiotici di Michio Kushi. Il quale spiega che il ginseng “è un tipo di carota selvatica che cresce in montagna”. Per questo è difficilmente reperibile e costoso.  Ma ne basta molto poco per farne un infuso. E chi lo prende può diventare yang in poco tempo. Al contrario se se ne assume troppo, il corpo subisce una contrazione: i vasi sanguigni si restringeranno, la respirazione si farà difficoltosa e il corpo si raffredderà. Il vero ginseng è molto caro e difficile da trovare sul mercato; infatti la maggior parte del ginseng in commercio è stato coltivato. Facendolo essiccare diventa ancora più yang”. Yng yang ho f atto un corso e letto decine di libri su questa dicotomia alla base della macrobiotica, senza mai averci capito qualcosa, quindi non mi ci metto ora, anche perché “in macrobiotica, il ginseng viene preso sotto forma di tèMu: in questa miscela il ginseng viene equilibrato da altre erbe, e i suoi effetti non sono così pericolosi, anche quando beviamo il tè Mu tutti i giorni”. A me interessa trovare un sostituto al caffè con le sue stesse sostanze nervine, dall’effetto tonico e stimolante sul sistema nervoso.
Quindi mi sono andata a rileggere l’articolo che aveva catalizzato la mia attenzione dove scrive:
Tra le sue caratteristiche ci sono quelle di aiutare contro la stanchezza, lo stress, soprattutto quello ossidativo, l’infiammazione, l’invecchiamento cellulare, le difese immunitarie deboli”.

E poi approfondendo scopro scopro che alcuni studi svolti in laboratorio hanno dimostrato come sia in grado di proteggere il cervello dai danni dei radicali liberi, rallentandone l’invecchiamento.
Gli attuali studi scientifici dimostrano i suoi effetti benefici in vivo e in vitro in una vasta gamma di condizioni patologiche come malattie cardiovascolari, cancro, immunodeficienza ed epatotossicità. I ginsenosidi o le saponine di ginseng come ingredienti attivi hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, anti-apoptotiche e immunostimolanti, che hanno sollevato speculazioni sul fatto che questi composti potrebbero influenzare positivamente i disturbi neurodegenerativi e ritardare l’invecchiamento neuronale. I ginsenosidi possono contrastare e attenuare i fattori che promuovono la morte neuronale come tossine ambientali, azione eccitotossica del glutammato e aumento del calcio intracellulare, rilascio eccessivo di radicali liberi ed eventi apoptotici. Pertanto, le azioni neuroprotettive dei ginsenosidi potrebbero costituire una valida opzione per rallentare le malattie neurodegenerative. Nell’immediato questa radice può migliorare la memoria e l’umore.
I ginsenosidi sono capaci di ridurre in modo significativo l’infiammazione. Infatti, l’analisi di studi fatti in precedenza ha evidenziato come chi prenda ginseng abbia il 16% di rischio in meno di sviluppare alcune forme di tumori, come quelli alle labbra, bocca, esofago, stomaco, colon, fegato e polmoni.
Il ginseng combatte la stanchezza e aiuta ad avere maggiore energia a livello cellulare.

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