L’impatto della pandemia da covid sulla terapia del cancro in Italia

Con l’emergenza covid, tutte le altre patologie sono passate in secondo piano. E reputo che sia questo il più grande errore commesso dal sistema sanitario nazionale. In particolare, avevamo riportato che da una missione congiunta OMS-Cina ha esaminato la situazione nel paese colpito per primo e più duramente dall’epidemia. Fra i tanti dati raccolti, hanno rilevato che il Covid-19 è risultato particolarmente severo per le persone affette da altre malattie, come patologie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie croniche, ipertensione e cancro.
La cura delle sole emergenze, poi, ha favorito l’aggravarsi di altre malattie di minor entità. Per esempio, visite oculistiche e odontoiatriche specìialistiche non sono state eseguite, consentendo di conseguenza l’aggravarsi di un problema medico, risolvibile con dispendio di risorse.
E da uno studio su 1.500 casi dalla Cina, i ricercatori hanno esaminato la situazione dei malati di tumore colpiti dal virus (18) e hanno concluso raccomandando cautele speciali per prevenire i contagi, considerando anche l’ipotesi di posticipare terapie debilitanti, quando possibile.
Noi di alimentarmente che siamo particolarmente interessati alle patologie oncologiche, ci rammarichiamo alla scoperta che le diagnosi di tumore e le biopsie sono dimezzate durante la pandemia e ritardi negli interventi chirurgici. Intervenire in fretta nell’asportazione chirurgica di un tumore è fondamentale per evitare che si alzi il grado istologico e, di conseguenza, l’efficacia delle cure. Una diagnosi tempestiva consente anche di evitare la diffusione del tumore per metastasi.
Rivela un sondaggio Iqvia che dopo la pandemia. Le diagnosi di tumore e le biopsie sono calate del 52%. Anche le diagnosi di tumore al seno hanno subito una diminuzione a causa del forte calo nello screening durante il periodo della pandemia. Ci sono ritardi negli interventi chirurgici nel 64% dei casi.
E, invece,il sondaggio evidenzia anche come “nei reparti di oncologia in Italia si è registrata una diminuzione del 57% delle visite: gli oncologi dichiarano che in media prima dell’insorgenza del Covid-19 visitavano circa 80 pazienti alla settimana, ma che nell’ultima settimana presa in esame ne hanno visitati 34. Non solo. Il 45% dei malati oncologici ha rimandato la chemioterapia. Questi ritardi avranno un forte impatto su queste patologie, non solo a causa dell’importanza della tempestività della diagnosi e della terapia, ma anche per l’arretrato difficilmente gestibile che subiranno gli ospedali nel prossimo futuro. Infatti, secondo il sondaggio, il 28% dei pazienti oncologici subirà un ritardo nella chemioterapia e nella chirurgia”.
Cosa fare? I medici hanno chiesto a Iqvia di potenziare l’assistenza domiciliare e tutti i servizi di supporto ai pazienti, soprattutto quelli fragili, riducendo così l’afflusso dei pazienti in ospedale. Bisognerà, inoltre, investire nella telemedicina e nella diffusione dei dispositivi wearable per aumentare il monitoraggio a distanza. E’ emersa la necessità di predisporre la somministrazione di farmaci ospedalieri a domicilio e di risolvere il problema della carenza di alcuni farmaci, dispositivi medici e materiale di protezione personale”.

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