Esposizione solare, migliore fonte di vitamina D

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Vero è che contribuisce, se l’esposizione al sole non è corretta, al rischio melanoma e all’invecchiamento della pelle, tuttavia esporsi al sole in modo sicuro è fondamentale per la nostra salute perché è lui il primo nostro fornitore di vitamina D, fondamentale per regolare il sistema immunitario, o, prevenire le malattie cardiocircolatorie, tenere sotto controllo la replicazione cellulare e perfino renderci meno esposti agli sbalzi d’umore e alla depressione. Inoltre, la vitamina D favorisce l’assorbimento di calcio a livello dell’intestino, calcio che poi la vitamina K2 fisserà nelle ossa regolando l’attività di una proteina specifica detta osteocalcina. La vitamina D – che poi è un ormone steroide prodotto quando la nostra pelle viene colpita da una quantità adeguata di luce solare ultravioletta, ad una lunghezza d’onda di 290-315 nanometri e poi attivato a livello del fegato e dei reni – coadiuva ad affrontare patologie complesse come la sclerosi multipla e altre malattie autoimmunitarie. Inoltre, riduce lo stress, come ha rilevato uno studio pubblicato sull’International Journal of Cardiology. Sfruttiamo, dunque l’estate, dato che l’apporto alimentare di vitamina D è piuttosto scarso rispetto a quello che ci garantisce l’esposizione solare. Infatti, in molte zone del mondo la luce solare è scarsa per molti mesi l’anno. Inoltre, il lavoro moderno, la vita trascorsa per lo più in luoghi chiusi (casa, scuola, ufficio) e i vestiti rendono sempre più difficile per il nostro organismo produrre quantità sufficienti di questa vitamina. Dunque, la carenza di questa vitamina rimane oggi universale, specie nei paesi al di sopra del 35° parallelo come l’Italia. Maggiore e’ la latitudine, meno efficaci i raggi ultravioletti nel produrre la vitamina. soprattutto con l’arrivo delle stagioni autunnali e invernali anche nei nostri territori. Ma gli studi dimostrano che la carenza di vitamina D è collegata a una maggiore incidenza di cancro (soprattutto a seno, polmone, colon e prostata), attacchi cardiaci, ipertensione arteriosa, ictus, diabete, sclerosi multipla, malattie autoimmuni, depressione stagionale e altri disturbi mentali, morbo di Alzheimer, osteoporosi, dolori cronici muscolari e articolari, influenza, raffreddori, asma, stanchezza cronica. Nondimeno la vitamina D accelera la guarigione dei tessuti e, avendo un effetto antiproliferativo, riduce il rischio di degenerazione neoplastica, regola l’apoptosi e la differenziazione cellulare. La vitamina D agisce sui tumori interferendo nella costituzione dei vasi sanguigni che li alimentano. Uno studio dell’università della California ha esaminato tutti gli articoli apparsi sulla stampa scientifica dal 1996 al 2004 e ha concluso che l’assunzione di quantità elevate di vitamina D è in grado di prevenire i tumori di una trentina di tessuti diversi, soprattutto al colon (meno 50 per cento), al seno e alle ovaie (meno 30 per cento). Il meccanismo di protezione però rimane ancora un mistero. Le donne che hanno livello ematico di vitamina D più basso di 20 ng/ml possono avere un’incidenza di cancro al seno maggiore del 50%; d’altro canto l’attuale fabbisogno medio (R.D.) di vitamina D è insufficiente per aumentare i livelli fino a 30 ng/ml.
Tuttavia, per un’esposizione al sole sicura bisogna attenersi alla regola secondo cui si può esporre il 25% della pelle (mani, braccia e parte inferiore delle gambe)per un periodo di tempo che va dal 25 al 50% del tempo che si presume sia necessario alla pelle per arrossarsi. Bisogna ricordare che la prima regola per esporsi al sole rimane però sempre quella di evitare scottature. In questo caso il minutaggio per l’esposizione varia notevolmente a seconda della stagione: a luglio, un individuo con fototipo 3 non dovrebbe passare al sole più di 29 minuti, mentre al freddo sole di gennaio può rimanere fino a 150 minuti. Il sole delle 10 del mattino è talmente debole che in un’ora di esposizione si produce un decimo della vitamina D giornaliera, mentre alle ore 16 se ne produce quasi un sesto. In estate, se vogliamo uscire di casa un po’ più tardi, magari per evitare il caldo, tra le 15 e le 17 bastano 20 minuti di esposizione per accumulare la quantità raccomandata di vitamina D.

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