Topinambur: la patata dei messi a dieta

Con il cambio dieta non sono andata incontro a molte rinunce, non mangiando né carne né formaggi già prima della malattia. Ad eccezione di due che mi hanno dilaniato l’umore. Parlo dei dolci, che però sono riuscita a sostituire facilmente. Ci sono poi le patate, e no, queste non sono facilmente sostituibili. Non mi interessano le patatine fritte, dal momento che la frittura è un tipo di cottura che non gradisco. Ma le patate al forno?Ho cercato disperatamente un degno sostituto, ma nessuno ne ha mai preso le veci. Fino a che mi è tornato utile un mio difetto di stile: io mangio sempre la decorazione del piatto. E nel secondo che ho ordinato in un ristorante vegano di Milano, tutt’intorno c’erano cubetti mignon di qualcosa che aveva proprio il sapore della patata, con un vago retrogusto di carciofo (è, infatti, altirmenti noto come carciofo di Gerusalemme). Ho chiesto al ragazzo di cosa si trattasse: topinambur. Che il sapore sia fortemente affine è dimostrato dalle ricette che nel passato, quando le patate erano usate come mangime per i maiali, e al loro posto erano usati questi tuberi. Io non lo avevo mai provato. Ieri al mercato dal mio fruttivendolo di fiducia, lo vedo, chiedo e mi conferma la somiglianza alla patata per gusto, con qualche nota che sa di carciofo, ma che io non sento. La compro e controllo se posso mangiarla o, come la patata, sarebbe meglio la evitassi. Per esempio, il dottor Franco Berrino mi aveva dato delle ricette con la patata rossa che, pertanto, ho ritenuto potessi mangiare. Tuttavia il nutrizionista dove vado ora che Berrino è in pensione, mi ha detto che la patata rosa non è affatto differente dalla classica. E il topinambur? Il topinambur no! Poiché privo del “malefico” amido, ma contenente inulina, il topinambur è addirittura considerato un tubero dietetico e adatto ai diabetici, avendo un indice glicemico basso, pari a 50, mentre quello delle patate bollite è pari a 77, e sale molto in altri tipi di cottura. Il topinambur non contiene colesterolo, mentre è ricco di fibre, che aiutano il corretto funzionamento dell’intestino: 100 grammi di topinambur cotto apportano al nostro organismo 2,7 grammi di fibre. Tuttavia fate attenzione se il vostro intestino non è ancora abituato a mangiare molta fibra  e non iniziate proprio dal topinambur, ma iniziate gradualmente attraverso piccolissime quantità altrimenti si rischia di avere nell’intestino non esagerata quantità di gas.
Il topinambur crudo è ricchissimo di potassio. 100 grammi di topinambur crudo contengono, infatti, 429 mg di potassio e apportano 4 mg di sodio, 4 mg di vitamina C, 14 mg di calcio, 17 mg di magnesio e piccole quantità di zinco, ferro, rame, selenio, vitamina E, vitamina A e manganese. Contiene sostanze antiossidanti, come la vitamina A, la vitamina C e la vitamina E, le quali insieme con flavonoidi e carotenoidi, contribuiscono a contrastare l’azione dei radicali liberi e ci proteggono dalle infiammazioni e da forme virali, come influenza e raffreddore. È , dunque, un antinfiammatorio capace di aumentare le difese immunitarie. È ricco di acido folico, spesso integrato nelle donne in gravidanza e ottimo contro le pelli impure. È senza glutine, ma ad alto contenuto proteico.

Cucinatelo secondo le classiche ricette di patate, provvedendo a lavarli bene, pelarli e tagliarli a fette sottili ma non troppo. Mentre fate questa operazione mettere le fette in acqua e limone per evitare che nell’attesa si anneriscano proprio come per i carciofi. In una larga padella fate soffriggere olio e aglio, poi aggiungere i topinambur, saltati velocemente, e ricoperti con l’acqua e chiudere con un coperchio. Cuocere per 15/20 minuti, scoperchiare, salare e aggiungere un trito di erbe. Cuocere ancora per qualche minuto facendo attenzione a girare i topinambur perché sono molto delicati.

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