Insegnare educazione alimentare

cassaverdure

Dopo la lunga assenza forzata per le vacanze da Alimentarmente, in cui  ho fatto troppi sgarri,  e soprattutto dopo il pezzo di ieri su Aiom ho pensato molto a quanto sia importante diffondere le buone regole di un regime alimentare sano. Ma quanto è difficile! Il problema è che cozzano con le produzioni dell’industria alimentare. Tutti gli sgarri che ho fatto non potevano essere evitati a meno che non avrei mangiato o me lo potessi preparare, in quanto in giro non è minimamente diffusa l’attenzione a quel che mangiamo. I vegani vengono derisi. C’è poi il mio nipotino, quello cha l’anno scorso ha iniziato l’asilo. Era completamente “astemio” da zuccheri, carni e formaggi. Poi è iniziato l’asilo, ne avevo analizzato il menù e avevo subito consigliato a mia sorella di reclamare e incentivare l’istituto a promuovere un regime alimentare sano anche se spesso in contrasto con le produzioni dell’industria alimentare. Ho lanciato anche una petizione online. È vero che io e mio papà qualche gelato sottobanco glielo avevamo fatto assaggiare, ma più passavao i mesi, più il piccolo è diventato completamente zucchero-dipendente. Si è completamente imbruttito: ama staccare le glassature e i chicconi di zucchero in superficie e mangiarli, buttando il resto. Mi conforta soltanto che io ancora provo a dargli del cioccolato amaro e lui non si tira indietro. Tuttavia chiede di continuo merendine. Mangia i formaggi, ma su tutto preferisce la cotoletta. Come tutti i bambini, direte voi. No, io no, a me non è mai piaciuta. Quest’estate, mentre mangiavamo il polipo con tanto limone, uno dei suoi ex-piatti preferiti, lui ha iniziato a gridare che voleva la carne. E mia mamma e la sua, che non la mangiano, tantomeno cucinano, si mettevano a panare cotolette e infilzare spiedini di carne ripiena di mozzarella. In frigorifero c’erano pollo e affettati. Più di una volta mi sono alzata da tavola, in quanto ho grossi problemi etici a vedere qualcuno che consuma carne animale e formaggi. La necessità di un’educazione alimentare consentirebbe di promuovere la salute attraverso l’alimentazione e di sostenere la prevenzione. Bisognerebbe partire dalle mense scolastiche e ospedaliere per dimostrare che mangiare bene riduce l’incidenza di ammalarsi. Un regime alimentare sano, poi, ridurrebbe una parte dell’inquinamento ambientale – per esempio, la scelta di consumare il cibo del territorio ridurrebbe il consumo del suolo . Insegniamolo a scuola, anzi già negli asili.

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Una risposta

  1. 9 settembre 2018

    […] (SIEDP) confermano quanto ho auspicato la scorsa settimana, ossia la necessità si un’educazione alimentare sin da piccoli, anche perché le complicanze fisiche e psicosociali già presenti nei bambini obesi […]

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