Reflusso gastrico e diverticolite: come non soffrirne

Una vita a soffrire di reflusso gastroesofageo. E non soltanto io, in famiglia ne soffrono un po’ tutti, quindi ho pensato fosse un problema genetico e invece ne soffrono anche tanti amici, perché il reflusso gastroesofageo è una problematica molto diffusa. Magari ne soffri anche tu che stai leggendo. Si tratta della risalita nell’esofago di contenuto gastrico. Poiché la mucosa dell’esofago, a differenza di quella dello stomaco, non è protetta dall’azione dei succhi acidi, questa situazione può causare infiammazione. E’ dovuto a un eccessivo rilassamento dello sfintere esofageo inferiore (una valvola che si apre per consentire il passaggio del cibo). Ma anche a un eccessivo prolungamento della digestione, in seguito a una alimentazione non propriamente equilibrata. E allora giù malox, gaviscon, pantaprazolo a tonnellate.
In termini medici si parla di ernia iatale, consistente nella risalita (erniazione, appunto) dello stomaco attraverso il diaframma.

Poi c’è la diverticolite, che consta nell’infiammazione dei diverticoli, che sono estroflessioni della mucosa, che si possono formare negli organi cavi, più frequentemente nell’intestino (colon). Anche la diverticolosi è un disturbo abbastanza comune, in particolare nelle donne. Sono più frequenti nei soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di fibra.
In caso di diverticolosi è bene aumentare l’apporto di fibra. Infatti, i LARN-Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia –  suggeriscono un apporto minimo giornaliero di 25-30 gr al giorno, provenienti da cereali integrali, legumi, frutta e verdura).
In particolare, è importante consumare soprattutto fibre insolubili (cellulosa, lignina e derivati) contenute in alcuni vegetali e nei cereali integrali.
La fibra solubile crea un gel protettivo per la mucosa intestinale. Quella insolubile, aumentando il volume delle feci, ne aumenta il transito a livello intestinale, accelerando lo svuotamento del colon: contribuisce quindi ad evitare il ristagno delle feci, che, premendo sulle pareti intestinali favorirebbe la comparsa dei diverticoli e la loro conseguente infiammazione (diverticolite).
La fibra, in genere, funge da prebiotico per migliorare il nostro microbiota intestinale. Ricordando – come già sosteneva Ippocrate – che tutte le malattie hanno origine nell’intestino.

In caso di diverticolite (condizione infiammatoria) bene seguire una dieta antinfiammatoria.

Alla base di entrambe queste problematiche c’è quasi sempre una dieta squilibrata. E la loro sempre maggiore diffusione è testimonianza di quanto la nostra alimentazione odierna spesso lo sia. Il comune denominatore è un eccesso di Yin nella propria alimentazione: zucchero, latte, caffè, che, infatti, ho del tutto eliminato, sostituendolo con il caffè d’orzo.

Bene tornare ad un’alimentazione naturale, ovvero, secondo le raccomandazioni OMS, prevalentemente cereali non industrialmente raffinati, verdure di stagione (non le patate) e legumi. Bene fare attenzione alle solanacee (peperoni, pomodori e melanzane: addio caponata!).
Inoltre, recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che è meglio mangiare abbondantemente al mattino e poco alla sera. «Cena leggera e presto – si legge ne La via della leggerezza di Franco Berrino– perché altri studi hanno mostrato che anche cenare presto è utile a darci ulteriore benessere: si dorme meglio, senza russare, senza reflusso gastroesofageo, senza bocca cattiva, senza gonfiori di pancia e borborigmi». Per la mattina, invece, il consiglio è di preferire il salato al dolce che, per reazione insulinica, rischierebbe di mandare in ipoglicemia a metà mattina.

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