Cammina cammina…

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Cammina cammina… Abbiamo deciso di cambiare il pezzo che introduce la categoria Fai da te, e riciclare (perché non si butta via niente) quello che segue in un articolo sunto della nostra filosofia sportiva: non fare niente, se non camminare. E allora perché inizialmente avevamo previsto due sottocategorie dal titolo “Sport” e “Idee“? Perché…

Ogni magazine che si rispetti contiene la categoria sport e ogni stile di vita sano “prescrive” attività fisica. Ma quella che a scuola è l’ora più attesa della settimana, viene presto abbandonata anche dai più fanatici. Perché? Faticoso, impegna tempo e può risultare oneroso. Io, che l’ora di educazione la detestavo più di quella di greco o latino, mi mantengo in forma con lunghe passeggiate. Niente macchina per andare a lavoro, tanto meno i mezzi pubblici, ma i piedi. Anche in questo caso, un ritorno ai tempi scomodi. Camminare non significa solo muoversi, ma anche ammirare da vicino scorci della città che magari non vi siete mai soffermati a guardare con attenzione: camminare vuol dire allenare il fisico, ma anche gli occhi e la mente. Imboscata nell’ora di educazione fisica, alle superiori scorgevo la luce in quel viaggio attraverso “le tenebre, la solitudine, la stanchezza cresciuta, e ormai dolorosa” della notte dell’ingenuo Renzo Tramaglino, scendevo a passo lesto nell’Inferno e nel Purgatorio dantesco, mentre il Paradiso lo lasciavo a chi lo merita, la salita è faticosa e a Milano si cammina su tracciati piani. E in questa sezione troverete anche piccole realizzazioni create con amici, per stimolare la creatività e quella prassi “raffinata” e insieme “grezza“, che costituisce la prima categoria di Alimentarmente.

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2 Risposte

  1. 16 maggio 2014

    […] Mano nera si intreccia con mano bianca, occhi disegnati da kajal incorniciati da chador guardano dentro occhi a mandorla. Via Padova è meglio di Milano perché la 56, l’autobus che l’attraversa in tutta la sua lunghezza, non passa mai. E tu la fai a piedi. […]

  2. 23 novembre 2014

    […] per scongiurare il timore di dover lasciare la madre. Io lo faccio sempre durante le mie lunghe camminate sul naviglio, terrorizzata di inciampare e cadere o, peggio di incontrare qualche ratto o nutria. Qualche giorno […]

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