Dragon trainer 2: alleniamo a far convivere i diversi

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Nelle giornate di fuoco d’agosto, la Strana coppia per rimanere in tema, ma con leggerezza, al cinema ha visto Dragon trainer 2. Dopo lo scontro-incontro del primo episodio i mutilati Sdentato e Hiccup hanno ammaestrato vichinghi e draghi a non farsi la guerra, per vivere in armonia. Nuove vittime sacrificali sono le pecore, la più sfortunata di tutte, ovviamente, è la pecora nera. E i tempi di pace permettono nuovi incontri, ritrovamenti, addii.

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Nessun addio tra i due protagonisti che, anzi confermano la loro amicizia contro gelidi e giganteschi ostacoli. Come possono opporsi un ventenne claudicante e un draghetto ombra senza denti e senza coda a un gigantesco mostro sputa ghiaccio? Facendo squadra con un’armata fatta di una giovane generazione tutta teschietti, brufoli, amori sopiti e amori spudoratamente dichiarati, magrezza e ciccia, ma anche muscolo, e di una vecchia guardia più saggia, ma soltanto forse, ciascuno in groppa al proprio “fido”: quello bicefalo, quello buffo, il pigro. Tutti insieme a conoscere in una voliera altri draghi che volano liberi e felici e nei loro colori sembrano farfalle. Un film d’animazione che, anche per il pubblico, è capace di far sedere su poltrone vicini adulti e giovani… ” No, ma sti ragazzini proprio davanti ci si dovevano sedere?”

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Il secondo episodiosi della saga dei draghi animati mantiene le promesse e si rivela all’altezza del primo sorprendente capitolo. Mentre nel film ogni personaggio finisce per fare coppia con un drago che ne ricalchi la personalità, alla regia la coppia si spezza e resta il solo Dean DeBlois a reggere le redini dei focosi rettili. Così sarà anche per Dragon Trainer 3, la cui uscita è stata rimandata di un anno a giugno 2017, forse per schivare la diretta concorrenza con la Pixar e il suo Finding Dory, seguito di uno dei maggiori successi della storia dell’animazione, ovvero Alla ricerca di Nemo. Evidentemente al reparto marketing della Dreamworks il film non l’hanno neanche visto, altrimenti si sarebbero resi conto che non c’era nulla da temere perché: “Noi abbiamo… i draghi!”.

 

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