Manet e la Parigi moderna a Palazzo reale

Édouard Manet
La cameriera della birreria, 1878-1879
Olio su tela, 77 x 64,5 cm
Parigi, Musée d’Orsay
© René-Gabriel Ojéda /  RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari
Édouard Manet La cameriera della birreria, 1878-1879 Olio su tela, 77 x 64,5 cm Parigi, Musée d’Orsay © René-Gabriel Ojéda /  RMN-Réunion des Musées Nationaux/ distr. Alinari

C’è un momento nella storia in cui si rompe con il passato per entrare in una nuova fase storica. Non di rado a segnarlo è l’ambito della cultura e, in particolare, dell’arte. Nella Francia del 1863 accadde che il pittore Édouard Manet espose nel circuito accademico del Salon La colazione sull’erba, un paesaggio bucolico dove una donna tutta nuda si intrattiene con due borghesi vestiti di tutto punto. Il quadro fece scalpore e Napoleone III, allora imperatore, istituisce il Salon des Refusés, dove esporre i quadri rifiutati. Manet non si vergogna del rifiuto ed espone nel nuovo salone la sua Colazione sull’erba. I tempi sono segnati da un’ondata di ribellione contro il perbenismo. Le donne iniziano a popolare i quadri con i loro abiti sciantosi, da gala, da sera e soprattutto da ballo. Le ballerine di Degas elegantemente siedono nel foyer in attesa di esibirsi. Soltanto quelle di Manet, quasi rammaricato per il danno fatto, sono velate e in abito scuro. Due si affacciano al balcone in abito bianco e pudiche sotto gli occhi dell’amico paesaggista Antoine Guillemet. In abito bianco, con braccia velate la dama seduta su divano bianco in compagnia dell’uomo distratto da tanto bagliore perché immerso nella Lettura, che dà titolo all’opera. Tutta colorata invece è Lola de Valence, la cui vivacità è tale che sembra davvero ballare sulla tela. Non meno delle ballerine colte da Edgar Degas ne Il foyer della danza al teatro dell’Opéra, in fase di riscaldamento. Nuda e sognante la ragazza immersa nella tinozza di latta di Alfred Stevens, scoppiettante in abito giallo la dama pronta per il ballo di James Tissot. Altri uomini leggono nelle opere di Manet: sono intenti sulle pagine di libri Emile Zola e Stéphane Mallarmé. Alcuni combattono i tori. Un ragazzo del popolo suona il flauto. La Parigi di Otto e Novecento a Palazzo Reale propone un totale di 16 capolavori di Manet e 40 altre splendide opere di grandi maestri coevi, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot, per lo più prestiti del Musée d’Orsay di Parigial Comune di Milano che, con MondoMostre Skira, ha prodotto la mostra “Manet e la Parigi moderna” aperta fino al 2 luglio.

Orari di apertura: lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e domenica dalle 9.30 alle 22.30.

I biglietti: 12 euro (ridotto 10 euro per studenti, gruppi, over 65, disabili, Card Musei Lombardia Milano e convenzioni; ridotto scuole 6 euro; biglietto famiglie 10 euro adulto e 6 euro ragazzi, valido per 1 o 2 adulti + ragazzi da 6 a 14 anni). Per info, 02 92800375.

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