I fattori cancerogeni: tante fake news

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Una delle prime domande che ho posto all’oncologo era quale fosse la causa per cui mi ero ammalata. Non sono mai stata una santa e ho temuto che i miei comportamenti spesso poco sani potessero c’entrare qualcosa, forse anche così spiego la mia svolta salutista, che prevede alimentazione integralmente sana, tanta attività fisica, no stress, niente vizi: una versione di me davvero inedita, ma che io ritenevo necessaria, un po’ anche per un senso di colpa, sentimento che detesto, trovandolo un’eredità dei miei studi durante la scuola dell’obbligo in un istituto di suore.
Ma l’oncologo mi ha liberata subito da questo tarlo rassicurandomi che assolutamente non è possibile individuare la causa per cui un paziente ha contratto il cancro, a mano che non sia genetica. Oggi, mentre eseguo il mio usuale follow up di controllo leggo che dilagano fake news su quali siano i fattori scatenanti il tumore. E immagino le suore, dietro uno schermo a procacciarsi sensi di colpa. E invece no, è una ricerca inglese a lanciare l’allarme sull’aumento delle false notizie sui tumori. La colpa della malattia ricade sulle bottiglie di plastica, gli additivi alimentari, il forno a microonde. Non mancano naturalmente le contro frequenze elettromagnetiche e cibi OGM. Sono 1330 le persone alle quali lo studio ha chiesto quali siano le convinzioni della gente su questa patologia. I ricercatori affermano che il numero delle persone che credono in cause non accertate dei tumori è aumentato rispetto agli anni passati, e ciò probabilmente è dovuto al cambiamento del modo in cui si accede alle notizie e al ruolo sempre più determinante di internet. Il mio ex medico della mutua, ogni volta che gli sottoponevo un caso alla Doctor House, mi rimproverava duramente per aver cercato online. E non potevo negarlo.
Qualche percentuale: oltre il 40% degli intervistati sostiene che lo stress e gli additivi alimentari siano collegati al tumore. L’inquinamento elettromagnetico è additato dal 35%, mentre gli alimenti geneticamente modificati preoccupano il 34% delle persone. Il forno a microonde turba il 19% degli intervistati, mentre un 15% teme di contrarre un cancro bevendo dalle bottiglie di plastica. Non c’è soltanto ignoranza: è conclamato il riconoscimento del fumo come fattore di rischio (lo riconosce l’88% degli intervistati, ma soltanto l’80% riconosce la nocività del fumo passivo). Cresce fino al 60% la consapevolezza del pericolo di esporsi al sole senza protezione.
Iarc, lInternational Agency for Research on Cancer cerca di dirimere i dubbi con un elenco che distingue tre classi di fattori catalogati come:
Group 1 Carcinogenic to humans 120 agents
Group 2A Probably carcinogenic to humans 82
Group 2B Possibly carcinogenic to humans 299
Group 3 Not classifiable as to its carcinogenicity to humans 502
Group 4 Probably not carcinogenic to humans 1

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