Loro1: Berlusconi lupo o agnello?

agnus bei

Mi sono sempre chiesta come possa una persona di sana e robusta costituzione votare Silvio Berlusconi. Non conoscendo nessuno che vota destra poi, il mio enigma non si è sciolto fino a che a una tornata elettorale, mentre ero in coda, ascoltavo due vecchietti dietro di me litigare ardentemente.IMG_3259Sono nella rossa Crescenzago, dove abbiamo un monumento ai martiri della libertà iracheni, vittime del terrorismo, e dove Matteo Salvini è stato cacciato al nome di merda. Qui nel quartiere più melting pot di Italia, e resistente contro i nuovi fascismi e razzismi, i due vecchietti litigavano arditamente sulle loro intenzioni di voto. Uno sceglieva di mettere la crocetta sulla faccia con paresi irridente di Berlusconi e l’altro gli chiedeva di sciogliere proprio il dubbio, che era il mio stesso: come si può votare il cavaliere di Arcore e lì l’illuminazione con il destrorso che gli/ci risponde: Vuoi mettere? Questo ha due anni più di me e ancora si scopa certe fighe. Non posso usare un linguaggio più educato, perché il registro linguistico usato fa parte dello scioglimento dell’enigma. Un film su Berlusconi per capire di più la chiave del suo successo, secondo altri punti di vista. Il caimano di Nanni Moretti non mi era piaciuto perché dal regista romano mi aspetto ancora l’illuminazione surrealista dei suoi primi film che manca del tutto negli ultimi. E dunque vedo la prima parte di Loro di Paolo Sorrentino. Io detesto il regista de La grande bellezza. Il divo, tuttavia, non mi era dispiaciuto come il film che gli ha dato fama mondiale. Vediamo che dice di Berlusconi. ferreSoffro per il periodo di ristagno politico in cui l’Italia versa da due mesi e un po’ di colpa la do anche a Berlusconi, che ultimamente nelle sue apparizioni ha dimostrato che a posto non lo è affatto.
Nel film di Sorrentino Berlusconi è Lui per quasi tutta la prima ora di film e poi quando finalmente compare, non come tatuaggio su una natica, quello che tutti cercano e desiderano – No, caro vecchietto di Crescenzago, non per il desiderio di avere rapporti con Matusalemme, ma perché sono mignotte – è mascherato da orrenda e truccatissima odalisca. È orrendo, quasi e più che nel suo stato naturale, e subito viene messo in mostra una delle sue caratteristiche più insopportabili: una goliardia che fa ridere soltanto lui. Come dice Veronica che lo vede in versione dragqueen e ghiaccia: Non mi fai ridere. E cosa succede per tutta la parte in cui Berlusconi c’è sempre, ma non compare mai in video? È il climax crescendo di tutte le migliori che il caimano ha combinato. Si inizia con un agnello sacrificale che mal sopporta l’aria condizionata troppo alta. E, dunque, viene sacrificato, nonostante le aperture animaliste del padrone. Poi è un lupanare dove gli uomini sono anziani arrapati, cocainomani, ruffiani e brutti. Le donne sono puttane, tutte bellissime, poco intelligenti o del tutto stupide con il sogno di sfondare nello spettacolo facendosi sfondare da qualche mummia prossima alla morte. La cocaina impolvera mobili, tavoli, stoviglie, unghie e sempre nasi. Il girone dei lussuriosi berlusconiano, proprio come in quello dantesco, presenta personaggi e fatti ispirati a fatti e personaggi reali. Ed è caccia al riconoscimento. Riccardo Scamarcio interpreta evidentemente Gianpaolo Tarantini, nel film chiamato Sergio Morra (consonante d’altronde con Lele Mora). Apicella è uguale, ancora di più il cantautore della canzone d’amore di Berlusconi e Veronica. I quali per una brillante interpretazione e un trucco perfetto rassomigliano ai veri in modo serrato. Quelle che Berlusconi definisce cene eleganti sono volgari scopate. Anche l’unica ragazza pudica del girone(e questa proprio non si riesce a identificare!), pur di ottenere qualcosa, non si risparmia dal fare un lavoretto a dio in persona. Chi sia dio non è chiaro. Io ho pensato al casto Formigoni, ma non indossa camicie imbarazzanti che invece mette l’ex-ministro (Sandro Bondi?). Sorrentino azzarda, ma non abbastanza: cambia tutti i nomi e si mantiene cauto con alcuni aneddoti da pelle d’oca. Ma alcuni sono palesati: quello di Noemi Letizia, il cui pappone nel film è proprio il papà. Ma che schifo, elettore di Berlusconi di Crescenzago! È l’unico punto in cui anche Sorrentino disgustato prende coraggio e affianca l’amoralità berlusconiana a un fatto conclamato. e poi ci sono i tentativi di surrealismo di Sorrentino. che io trovo come al solito inutili, come la suora nana che fuma, o in Loro 1 il rinoceronte. Per il resto il ritratto di Silvio è quello di un agnellino perseguitato. E, caro elettore di Crescenzago, vuoi che tra tutta quella cocaina non girino pastigliette blu per aiutare il tuo idolo a fare il porco con le ragazzine? Malgrado la durata del film non sia esagerata e sia sostenibile, Sorrentino spezza in due parti il suo film, consapevole del successo, che potrebbe così raddoppiare. Sapere cos’altro può combinare il nostro agnellino è cosa nota, ma non ci si riesce a credere, quindi rinfrescare la memoria è sicuramente una mossa che garantirà il mega incasso dei botteghini, ma con Berlusconi, si sa, il successo dello showbusiness è garantito.

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Una risposta

  1. 13 maggio 2018

    […] nel primo Loro Sorrentino si dimostra un pusillanime, in Loro2, addirittura assume la difesa di Silvio Berlusconi, […]

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