Il vecchio e il nuovo

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Non sto facendo la Marini... se guardate bene nello specchio c'è la Morte di Adam Fuss: me la sbaciucchio tutta!

Se la vecchia Lei avesse conosciuto la nuova l’avrebbe detestata. O per lo meno ne avrebbe riso. Salutista, attenta a quel che mangia e soprattutto astemia: decisamente una brutta persona da evitare.  La nuova Lei invece non odia la vecchia, anzi se ne prende cura e cerca di continuare a farla crescere. Tenendola lontana dallo stress, o per lo meno chiedendole di non prendersela per tutto, motivandola a continuare a fare sport all’aria aperta e a riappropriarsi del proprio tempo. La vecchia Lei ha baciato la morte, la nuova è più furba e ne prende debitamente le distanze. Fa cose inimmaginabili per la vecchia, ha persino strizzato l’occhiolino alla meditazione.

Ma la vecchia Lei lì ha riso della e con la nuova, che è pur sempre la vecchia. Quest’ultima ogni tanto torna a dominare per farsi sentire reclamare il proprio posto, che ormai ha perso. Alla fine si è arrivati alla convivenza, la nuova Lei è Lei, con abitudini alimentari diverse e un senso dell’autoconservazione cui prima non aveva mai pensato. Anzi, quando Lei leggeva al liceo di quella peste manzoniana che passava come falce che pareggia tutte l’erbe del prato, non aveva alcun dubbio che sarebbe stata il fiore già rigoglioso sullo stelo, incapace di cadere insieme col fiorellino ancora in boccia. La sua sensibilità l’avrebbe sì fatta appassire, ma non cadere. E, mentre vedeva i suoi genitori invecchiare, già si immaginava Enea che si metteva in spalle il padre e cosí dicea:

Caro mio padre, adunque, –
soggiuns’io – com’è d’uopo, in su le spalle
a me ti reca, e mi t’adatta al collo
acconciamente: ch’io robusto e forte
sono a tal peso: e sia poscia che vuole:
ch’un sol periglio, una salute sola
fia d’ambedue.

 

La nuova Lei si è rassegnata a essere Cecilia (ma più in forma) e Anchise, per farsi prendere ormai adulta dalle braccia paterne. Ma, alla fine dei conti, vecchia e nuova impazzivano e impazziscono allo stesso modo per quelle quattro parole di cui Manzoni si serve per descrivere la peste

Un sozzo bubbone d’un livido paonazzo

per quel chiasmo allitterato che si mostra mostruosamente marcio alla vista, e preme anche a chi lo legge tra il cuore e l’ascella.

E allo stesso modo si entusiasmano per Manzoni, Piero, a Palazzo Reale o si incendiano davanti a un bel film di denuncia. Escono tutti i giorni e le sere insieme, camminando l’una e l’altra accanto, per scoprire e guardare la città vecchia e la nuova con gli stessi occhi. Si indignano e arrabbiano per tutto, ridono a crepapelle per niente.

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2 Risposte

  1. 9 luglio 2014

    […] sempre fidarsi di chi scola vino, mai di chi beve acqua, diceva il saggio. Quindi la Strana coppia ha approfittato di Rivediamoli per guardare al cinema Ida di Paweł […]

  2. 8 luglio 2018

    […] ne ho mangiate al pub per smorzare l’ebrezza di fiumi di birra, amari, prosecchi, vino. Il mio nuovo stile di vita, da tutti i follow up eseguiti pare funzionare. “Non si può migliorare – mi dice sempre la mia […]

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