Al Salone del Libro di Torino vince la cultura sul fascismo

Oggi torno alla vecchia abitudine di darvi suggerimenti su cosa fare nel fine settimana, perché se vi vorrete unire, dovrete prepararvi.

Iniziamo da sabato 11 maggio, quando si svolgerà la terza camminata Milano Pavia, lungo l’alzaia del Naviglio pavese. Lo scorso anno l’ho fatta: è una mazzata, ma una bella, lunghissima camminata che termina a bocca aperta davanti a quello scrigno di preziosi che è la Certosa di Pavia, voglio soltanto dare un consiglio, per chi fosse così matto di provare: fornitevi bene di acqua perché sul tratto pavese non c’è possibilità di acquistarla se non allungando il percorso, uscendo dall’alzaia, ma vi assicuro che non vorrete fare un passo in più di quelli che ci vogliono per raggiungere il duomo pavese e poi il treno per tornare! L’anno scorso alla sera sarei dovuta andare in balera, ma si è trasformata in letto. Tuttavia, soltanto la pioggia mi terrà lontana da quell’alzaia. Per questo, invocatela! Se piovesse, ripiegherei sul Salone internazionale del libro, alla sua molto discussa 32ma edizione, in programma dal 9 al 13 maggio. Quindi, se la mia danza della pioggia non funziona, ho tutto il tempo per andare al Salone domenica. Reputo questa edizione molto più importante delle altre perché rappresenta la vittoria della Cultura sull’Ignoranza. Faccio riferimento a tutte le polemiche scoppiate a seguito della partecipazione della casa editrice di estrema destra Altaforte, di Casa Pound che ha scatenato una serie di rinunce a catena in nome dell’antifascismo. Infatti, l’editore destrista Francesco Polacchi è indagato per apologia di fascismo, il quale – da buon fascista – ha annunciato che, nonostante gli organizzatori abbiano comunicato che si adeguano alla richiesta del governatore Chiamparino e della sindaca Appendino di lasciare fuori dal Salone la casa editrice di estrema destra, lui per arroganza fascista ha minacciato causa e “poi deciso di presentarsi comunque al Salone “per ribadire che i libri non devono conoscere censura. Lo stand però è già stato completamente smantellato. Ma Polacchi non riesce proprio a capire che non si tratta di censura. Ma di una manifestazione antifascista reale ed efficace. Lo scrivevo qualche giorno fa al mio amico Vanni che non riesco proprio a capire cosa possiamo fare per essere efficaci con questa deriva fascista sempre più incalzante. Penso a quell’orrore capitato proprio nella mia Milano, dove quei poveretti dei laziali hanno inneggiato a Mussolini. Ho scritto più volte al sindaco Beppe Sala per chiedergli come fosse possibile che non ci fosse un poliziotto a questa nostalgia fascista, mentre la festa di Liberazione, svoltasi il giorno dopo, fosse assediata dalle forze armate, probabilmente allarmate dal noto ardore rivoluzionario di anziani partigiani armati di fazzoletto rosso e bandiere dell’Anpi, insieme a ragazzi pericolosi brigatisti, che cantano cori davvero troppo pericolosi perché inneggiano a Bella ciao, o all’Internazionale: che ragazzacci! Ovviamente il sindaco non mi ha risposto. Poi c’ero anch’io, una malata oncologica la cui pericolosità sta tutta nella via di residenza: via Padova, io così inferocita perché – come dicevo alla povera mia compagna di corteo Sonia, non sopporto che in corteo facciano risuonare la versione di Bella ciao dei Modena city Ramblers e non quella di Giovanna Marini o Tom Waits e quella dei Marlene kuntz con Skin, con video melting pot girato a Riace. E vi risparmio il cazziatone su Bella ciao dilaniata e svuotata completamente di significato e intensità nella serie La casa di carta. Soltanto a scriverlo mi inferocisco! Discorsi affatto sovversivi, effettivamente. La mia amica neanche controbatte perché niente si può quando entro in modalità comizio.

Invece al Salone internazionale del Libro non si sono sprecate troppe parole, perché la manifestazione ben sa quanto valgano. Autori attesissimi, come Zerocalcare, lo hanno boicottato. Halina Birenbaum, sopravvissuta ad Auschwitz e poetessa, è stata categorica nella sua posizione, dichiarando: “O noi o loro”. Mentre preparo questo articolo, Sallusti, su La7, fa il solito giochetto dei fasci, quello del “siete più fascisti voi a bandire noi“, della serie “i fascisti siete voi“, “Stalin ha commesso atti peggiori di Mussolini” e la solita farsa, dimenticando, o facendo finta di dimenticare da vili, quali sono, che Stalin non stava in Italia e il comunismo italiano ha agito in modo affatto differente da quello sovietico, chi ha ucciso Matteotti e chi se ne è assunto la responsabilità pubblicamente?E chi lascia morire in mare poveri cristi e ne rivendica quella che è posta come una questione d’onore?

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