Dieta per tumore cerebrale: sì al verde… non di rabbia

Totò verde di rabbia, in "Cosa sono le nuvole" di Pier Paolo Pasolini
Totò verde di rabbia, in "Che cosa sono le nuvole" di Pier Paolo Pasolini

Non ti arrabbiare”. Questo me lo hanno detto tutti, mamma, papà, sorella, gli amici, gli infermieri, i dottori. L’ultimo l’altro ieri, mentre mi visitava. “Hai una tensione e una rabbia dentro”… che neanch’io so come, avrebbe aggiunto famoso Iole. E invece lo so. Sono incazzata, è vero. Ma perché non esserlo? Ho 34 anni, lavoro come una schiava da secoli e guadagno due euro; idee, progetti, piani non possono che rimanere chiusi a chiave in una testa, che è pure malata! Con un bel buco, marchio a vita di un pieno che non doveva esserci. Che non mi permetterà più di gustare del buon vino o un succulento dolce, un tiramisù o una millefoglie. Poca frutta. Contiene troppi zuccheri! Ma come??? Almeno la frutta. E poi… che buono il dolce! No, lo zucchero è il cibo preferito non soltanto mio, ma anche del tumore cerebrale, che ci si rimpinza e si fa bello grasso. Il gelato d’estate me lo scordo. Niente guacamole, la frutta tropicale è all’embargo. Le patate al forno sono un lontano ricordo. Addio, banane, fichi e uva. Bacco, è giunta l’ora di lasciarci, eppure è stato bello. Né cozze né vongole. Niente parmigiana, caponata, insalata di pomodori d’estate. Uff… Chi vieta di frequentarci? Le poliamine, che favoriscono la proliferazione dei tumori cerebrali e sono contenute nei molluschi bivalvi, in pomodori, melanzane, peperoni, mais in scatola, arance, banane, frutti tropicali. Per ridurre i fattori di crescita, togliere latte animale e diminuire l’assunzione delle proteine (carni, formaggi, seitan, tofu). Va bene, tanto non mi sono mai piaciuti. Sì ai grassi buoni, senza preoccupazioni di ingrassare (tanto non mangi nient’altro!): olio extra-vergine di oliva, olio di sesamo, noci, nocciole, mandorle, pistacchi e pinoli. Tè verde per ridurre l’utilizzo di glutamina, la cui disponibilità è favorita dai trattamenti radio e chemioterapici.
“Hai avuto qualche trauma? Superalo”. A parte che ho appena intuito che vivrò per il resto della mia vita, mangiando verdure a volontà, legumi e cereali integrali invece a piccole dosi, sia mai! Come non avere dei traumi, quando i lavori che hai fatto ti hanno dato zero riconoscimenti, oltre che paghe irrisorie, se non nulle? Ti fai la partita Iva agevolata, per agevolare il padrone mica il lavoratore autonomo, che se si ammala, o vuole andare in ferie, è fottuto. Ma basta lamentarsi, che poi uno si arrabbia e gli fa male, la vita non è il lavoro! No, ci passi 350 giorni l’anno a lavorare, ma la vita è fatta d’altro, crediamoci! Di cosa? Ah l’amore, quell’apostrofo rosa tra le parole t’uso, e getto. Almeno l’amicizia? L’affetto familiare? A questi ci credo di più e ancora, anche se non potrò più incontrarli con Bacco, e per Bacco. E l’amor di patria? Come amare quella terra che ha per contendenti soliti noti, che si riempiono così tanto la bocca di democrazia, da doverla scaricare in fretta dal buco del culo. Ma non tutto è perduto… Sotto le sovrastrutture ancora si può e deve scorgere la straziante meravigliosa bellezza del creato, per dirla alla Pasolini, con la voce di un Totò verde di rabbia.

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12 Risposte

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  11. 6 novembre 2014

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