L’asocialità delle fasi post-covid

La ripresa delle attività commerciali per fortuna è arrivata, tuttavia ha subito dei mutamenti antisociali e antipatici affatto irricevibili: mangiare con gli amici o l’amante chiusi nella plastica è quanto di più asettico si può immaginare. E, se l’obiettivo sanitario è proprio quello, quello umanitario e amicale, all’opposto, cerca tangibilità e contatto. Daltronde, dopo 100 giorni di isolamento è necessaria per la psiche il ritorno alla socialità e alla tangibilità, anche i più accaniti persecutori dei runners, ora sentiranno la necessità del contatto e non soltanto tra gomiti. “L’uomo è un animale sociale”, asseriva Aristotele.
Uno dei ristoranti in cui preferisco mangiare a Milano (BistròBiò) non ha riaperto, motivando la scelta così: “Riaprire non è solo alzare la serranda del locale: la riapertura è dei cuori, dei sentimenti…. al cliente non vogliamo solo dare questo o quel piatto,… vogliamo regalare quel calore, quella vicinanza, quell’amicizia e affetto che solo un abbraccio, un sorriso a viso aperto, una stretta di mano possono dare, quindi non riapriremo perché tutto ciò oggi è impossibile”. E io sono rimasta senza ristorante preferito! Forse è una spiegazione troppo romantica e idealista, ma io non riesco a bere nemmeno il caffè da quando hanno riaperto i locali dietro tutta quella plastica o fuori in spazi improvvisati, quindi la mia strategia ora è, ordinare al ristorante o in pizzeria, e mangiare per ora ancora a casa, stretta agli amici: segnalatemi pure ai volontari civici, le spie, che non hanno voluto il coraggio di mettere a vigilare illegalmente.  E non oso immaginare cosa accadrà a partire dal 15 giugno 2020 quando potranno avere di nuovo luogo gli spettacoli con la presenza di pubblico in sale teatrali, sale da concerto. cinema, solo con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori. non ho mai visto nessuno andare al cinema, a un concerto,  o a teatro  da solo!

E al peggio non c’è mai fine: per il rientro a scuola dei bambini a settembre sono state prese in considerazione vere e proprie gabbie di plexiglas, in cui chiuderli.

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