Rinascere dopo la malattia: benessere, Pink Parade e nuova consapevolezza

Tenara Onali Liyansa Amarasinha

Quando arriva il fine settimana cerco di farmi bene. Non come prima della malattia dedicandomi soltanto ai vizi, ma cercando di fare quello che ora nutre la nuova Laura.

Salvare una vita significa anche restituire alla donna la possibilità di viverla pienamente. Riabilitazione, sostegno psicologico e sociale, sessualità, lavoro e recupero dell’immagine corporea devono essere considerati parte integrante del percorso di cura. Per questo ho iniziato un percorso di crescita personale per placare anche soltanto per un istante la mente che continua a pensare anche quando vorrei riposare e non pensare alla malattia.
Così domenica e/o sabato mattina non mi dò alle solite ronfate che sostituiscono alla colazione il pranzo, ma mi sveglio presto, presto per raggiungere a piedi lo spazio dove ogni weekend faccio yoga o altre attività che alimentano il mio spirito, come la meditazione, kirtan, kundalini e, su tutte, adoro il bagno sonoro, che in più mi garantisce un rilassamento profondo. Tecniche di respirazione che derivano spesso da tradizioni spirituali come lo yoga e la meditazione e mirano, mediante l’osservazione consapevole dell’attività respiratoria, a promuovere una centratura in sé stessi propedeutica alla ricerca spirituale.

Fare un gran respiro, alzare il naso all’insù, e andare.

(Patrizia Cavalli)

Tuttavia da quando sono tornata dalle vacanze, ho perso tanti week end di sollievo per i peggiori mali che porta la stagione “fredda”. Le prime settimane sono stata male con lo stomaco perché a Milano, nonostante faccia una spesa ricercata, la differenza con i prodotti incontaminati della natura che mangio in Sicilia direttamente dagli orti e dalla roba verghiana, con lo stress da rientro, il lavoro e le metro-merci  mi stravolgono. 

Poi da tre settimane resto chiusa in casa per il mal di denti che poi si espande fino alla testa, ergo antibiotici + antidolorifici = cocktail chimico che mi spacca di nuovo lo stomaco. Ma questo fine settimana dovrò recuperare tutto: infatti, in questo fine settimana di metà ottobre si accumulano eventi cui tengo moltissimo. 

Innanzitutto il 18 ottobre, come ogni anno, si terrà l’imperdibile Pink Parade, la camminata rosa di 5km organizzata da PittaRosso a sostegno della ricerca scientifica sui tumori femminili promossa da Fondazione Veronesi. Ve ne farò cronaca in diretta pubblicando le foto sulla nostra pagina Facebook. Clicca qui per ulteriori informazioni.

Per la Pink Parade ho rinunciato alla pratica di yoga e bagno sonoro che si teneva lo stesso giorno, di cui potrò comunque godere la prossima domenica. 

C’è un altro evento in scadenza che non perdo mai e che vorrei vedere il prima possibile: l’annuale mostra di Ri-Scatti in programma al PAC di Milano fino al 25 ottobre, quest’anno concentrata sulle storie di 23 donne migranti e rifugiate – accompagnate dal Milano Welcome Center – che attraverso la fotografia raccontano il proprio percorso, i legami, la maternità, i diritti e la ricerca di un nuovo futuro. Vedrò e vi racconterò anche questa, ma non il 18, quando finiti i 5 km, ho in programma una ronfata vecchio stile fino all’ora di cena.


Ri-Scatti. Prima che sia notte
10 – 25 ottobre 2026
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 14 – Milano
www.pacmilano.it
www.ri-scatti.it
Orari: Lunedì chiuso, martedì – domenica ore 10 – 19:30, giovedì ore 10 – 22:30
Ingresso libero




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