Camp Turroni: le isole di calore funzionano

Quando avevano aperto il Camp Turroni, essendo sotto casa mia e avendo dato ripetizioni a centinaia di bambini che vanno in questa scuola, avevo seguito l’inaugurazione e sì, era sta un bell’evento da quartiere resiliente, qual’è la mia via Padova, ma mai avrei pensato alla portata dei risvolti positivi che si sono ottenuti. Anzi, all’inizio quando chiusero la strada, pensai che toglievano altri posti per parcheggiare, incrementando così l’uso della macchina a caccia di un posto dove arrestarsi. Invece, oggi la prendo con maggior sollievo, avendo scoperto che a oltre un anno di distanza dalla realizzazione della piazza aperta di via Corridoni, Respighi e Savarè, i dati sulla qualità dell’aria raccolti da AMAT testimoniano l’efficacia ambientale del quinto intervento di urbanismo tattico che ha interessato il mio Municipio. Il monitoraggio sperimentale, condotto secondo una metodologia innovativa che combina dati raccolti ante e post operam tramite misurazioni statiche e dinamiche, fotografa un miglioramento della qualità dell’aria sia nelle aree di nuova pedonalizzazione sia nelle vie limitrofe.

Vi copio incollo qui quanto avevo scritto per l’occasione, poi non pubblicato:

Aprire i cortili delle scuole agli abitanti anche fuori età scolastica per offrire un’oasi fresca nelle isole di calore di Milano. Durante la Green week 2024 è stato di nuovo presentato alla città il Camp Turroni, progetto pilota del nuovo programma Quartieri verdi e fiorenti per comunità resilienti (Quartieri Resilienti), altre associazioni e Comune di Milano.

Già inaugurato a giugno, l’Istituto comprensivo Giovan Battista Perasso ha aperto agli abitanti l’attiguo cortile e l’area pedonale circostante già riqualificata da qualche anno come palcoscenico della resilienza ai cambiamenti climatici. Gli studenti della scuola – meglio nota in zona come «La Bottego» – è inserita nel quartiere di Crescenzago sono stati chiamati a partecipare nei primi giorni della Green Week alla riqualificazione della strada, già ripavimentata, con l’inaugurazione dei nuovi arredi urbani ombreggianti, quali sedute, una pergola coperta mobile, panchine, tavoli da ping pong, rastrelliere biciclette, 7 piante in vaso a renderla più ospitale e accogliente, soprattutto quando il caldo è insopportabile.

I ragazzi sono stati anche chiamati da Urban tale a dipingere il muro che separa la scuola dalla magnifica chiesetta dei Re Magi, che davvero dovrebbe essere aperta al pubblico per farsi ammirare in tutta la sua meraviglia nascosta.

Insieme con i due street artisti Mr di maggio e *Pixie*, che dipinge il suo classico bambino alato, gli studenti hanno rappresentato gli alberi – i migliori refrigeratori naturali – secondo le specie che si possono ammirare nell’antico borgo di Crescenzago stretto tra le piante idrovore del parco Lambro e gli alberi del parco Martesana sul Naviglio omonimo, entrambi flagellati dalle tempeste d’acqua che il cambiamento climatico porta con sé.

Il cortile è quello che ha ricevuto maggiori interventi migliorativi, rendendo più confortevole il muretto «imbottito» con un «cuscino» rigido blu Klein, lo stesso pantone che colora il «laghetto» che è stato aperto a modi piscina sul pavimento del cortile, a trasmettere anche in questo caso idea di refrigerio.

Ieri sono passata dal mio vecchio liceo (il liceo classico Carducci) in via Beroldo, traversa dell’inquinatissima viale Brianza, e ho visto che anche questa strada della mia vita è stata trasformata in una Piazza Aperta (o piazza tattica) protetta dal traffico per favorire la socializzazione e l’ingresso in sicurezza degli studenti. Mi ha impressionato la differenza di leggerezza e profumazione dell’aria passando dall’affollatissima via Beroldo alla puzzolente e irrespirabile viale Brianza.

Le analisi ambientali effettuate da AMAT evidenziano riduzioni nelle concentrazioni di particolato nell’area pedonalizzata e nelle vie limitrofe delle isole di calore
Milano,, via Beroldo. © https://www.facebook.com/piazzaberoldo/

Nello specifico, le analisi dinamiche realizzate a livello stradale nell’ambito delle aree pedonali rivelano che, in seguito alla creazione della piazza scolastica, la riduzione dell’esposizione al PM10 ha toccato picchi del 20% (in via Savarè), mentre la concentrazione di TSP – Particolato totale è diminuita fino al 30% (in via Corridoni).

Aria più pulita, strade più sicure per chi cresce e un nuovo modo di vivere i quartieri: i dati dell’analisi svolta da AMAT confermano il valore strategico delle piazze aperte.

Attraverso gli interventi di pedonalizzazione e la riorganizzazione della circolazione stradale, è stato registrato un netto calo della concentrazione di inquinanti atmosferici. La riduzione del traffico veicolare ha permesso di abbattere le emissioni allo scarico degli autoveicoli e di minimizzare il sollevamento delle polveri sottili dal manto stradale.

Il risultato più significativo riguarda la protezione della comunità scolastica: diminuire l’esposizione agli inquinanti in prossimità dei plessi scolastici significa tutelare la salute di bambini e ragazzi, soggetti particolarmente vulnerabili agli impatti dello smog.

Questa misura dimostra l’efficacia delle piazze aperte come azione chiave del Piano Aria Clima (PAC) per contrastare l’inquinamento urbano e migliorare la qualità della vita cittadina.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *