Fare la spesa… al biologico

biologico

Cambiare dieta significa diventare esperti filologi di etichette alimentari. Farlo nel modo corretto è difficilissimo, per questo spesso e volentieri, per non sbagliare e non spendere una fortuna invano, conviene prepararsi da sé quello che serve. Liberate la mente, per prepararla a sciogliere misteri insolvibili, aguzzate la vista per leggere anche le miniature e preparatevi a non capirci niente, perché io ce la metterò tutta, ma la materia è intrattabile.
Iniziamo dal semplice per arrivare al complesso. Dove conviene fare la spesa?

Comprare nei negozi biologici

Sicuramente con il cambio dieta dovremmo frequentare più spesso le catene e i negozi biologici, soprattutto per reperire prodotti sconosciuti, altrimenti introvabili. Radici, come quella di loto o il kuzu, alghe di vario genere, malti d’orzo o di riso, insomma, rarità. Per il resto il biologico non offre prevalentemente prodotti idonei alla dieta imposta dal Codice europeo anticancro. Anzi, la gran parte dei prodotti in vendita contengono zuccheri altrimenti sostituiti da sciroppo d’agave e altri dolcificanti. La maggior parte dei prodotti, inoltre, sono raffinati. Quindi fate riferimento al biologico soprattutto per l’acquisto di prodotti di nicchia, per lo più di provenienza orientale, cereali integrali e legumi. Anche su frutta e verdura in genere c’è da fidarsi: i metodi di coltivazione e allevamento biologici offrono cibi senza residui di fitofarmaci e concimi chimici di sintesi, mentre ammettono preparati vegetali, minerali, naturali e animali. Uno studio del 2005 ha dimostrato che nelle urine dei bambini alimentati con prodotti bio non compaiono tracce di agrofarmaci. Tuttavia gli studi sul biologico danno spesso e volentieri esiti contraddittori, prendendo in considerazione metodi di agricoltura estremamente diversi, così come le provenienze. Inoltre, bisogna tenere presente che anche nei prodotti bio il 5% degli ingredienti, per legge, può non avere origine biologica e, dunque, essere coltivata/allevata secondo i metodi convenzionali. Può persino presentare uno 0,9% di Ogm.
Si obietta che i prodotti bio hanno un costo superiore: vero, ma si risparmia in salute, ed è evidente che un raccolto biologico perduto per non aver usufruito di pesticidi comporta danni enormi per l’agricoltore.

L’etichetta bio

etichetta biologicoChe un cibo sia effettivamente biologico deve certificarlo l’etichetta con questa formulazione:”Prodotto da agricoltura biologica“, deve poi comparire la dicitura di controllo, ossia il nome dell’ente certificatore e gli estremi dell’autorizzazione ministeriale. Infine devono comparire la sigla del Paese (IT-Italia) e il codice identificativo il controllore.

La foglia stellata che ha adottato l’Unione europea per identificare i prodotti con almeno il 95% degli ingredienti provenienti da produzione biologica è facoltativa.

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3 Risposte

  1. 27 novembre 2014

    […] dicevamo, materia oscura… Non affidatevi mai alle apparenze, ma prendetevi il tempo di capire cosa […]

  2. 28 novembre 2014

    […] della nostra cultura. Queste “verdure di mare”, facilmente e a caro prezzo reperibili nei punti vendita di prodotti biologici, si possono aggiungere a minestre, zuppe, sughi, oppure servire come contorni in abbinamento ad […]

  3. 11 dicembre 2017

    […] comprare biologico sia meglio o comunque piaccia di più non ce lo dice soltanto la campagna […]

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