Il latte fa bene? No

Domenico Morelli, Le tentazioni di sant'Antonio
Domenico Morelli, Le tentazioni di sant'Antonio

Dopo la perdita per il cinema italiano d’autore del regista Francesco Rosi, è morta oggi all’età di 83 anni un’altra icona degli anni Settanta: Anita Ekberg. Femme fatale di Federico Fellini scesa dalla Malmö svedese nelle acque della fontana di Trevi de La dolce vita. E poi nuovamente issata in alto dallo stesso regista riminese come sex symbol-tentazione per il dottor Antonio (Peppino de Filippo). Qual è la tentazione maggiore per il proibizionista Antonio? La “latteria” della formosa attrice.

“Bevete più latte il latte fa bene”

Ma è vero? Non c’è nessuna prova che il latte faccia bene, se non che quello materno serva ai bambini per crescere. Risulta un alimento completo per i neonati fino ai 6 mesi. Ma dopo lo svezzamento l’uomo è l’unico mammifero che ne prolunga il consumo e beviamo persino un latte che non è prodotto da noi, anzi se ne differenzia estremamente. Dopo i tre anni ci mancano la lattasi e la renina, enzimi per digerire rispettivamente il lattosio e la caseina. Quando non riusciamo a digerire delle sostanze l’intestino si ribella e sviluppa colite.
Ci sono molti studi sulle proprietà benefiche del latte per le ossa, ma nessuno lo ha dimostrato con evidenza. Certo è che il latte di mucca fa crescere un vitello di 250 kg in pochi mesi, perché contiene e stimola i fattori di crescita. Come sostituire il latte e i suoi derivati, che si possono consumare, ma non quotidianamente? Al punto 5 del Codice europeo anticancro si consiglia, infatti, di limitarne il consumo, senza evitarlo in toto. Il latte animale può essere sostituito con bevande di cereali, soia o con il latte di mandorle. Che, a differenza del latte di mucca, non creano problemi di intolleranze e non stimolano la produzione della molecola igf-1 che aiuta la proliferazione cellulare, indispensabile nel bambino, diversamente che dall’adulto, soprattutto se malato oncologico.
E per il calcio? È vero che il latte ne è ricco, ma, trattandosi di una proteina animale produce pure tanto zolfo, che nel sangue sviluppa una sostanza acida, modificando il ph del sangue. Per normalizzare il ph il nostro organismo ha bisogno di calcio, che quindi viene assorbito, ma allo stesso tempo richiamato indietro. A differenza di quanto creda l’opinione pubblica,  diversi studi, tra i quali l‘Harvard Nurses’ Health Study, che ha seguito clinicamente oltre 75.000 donne per dodici anni, mostrano che l’aumentato consumo di latticini è associato a un rischio di maggiore fragilità ossea. Altri alimenti ricchi di calcio, pertanto da preferire, sono le lische di pesci, sesamo, mandorle, verdure, attività fisica ed esposizione al sole.

E questa domenica perché non cedere alla tentazione di rivedere un film con Anita Ekberg?

https://www.youtube.com/watch?v=RJPYyaSMaZ8

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Una risposta

  1. 17 novembre 2016

    […] studio ha mai dimostrato che latte e latticini contengano calcio, quindi da dove, soprattutto noi donne, possiamo assumerlo? Dalle verdure, in particolare da […]

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