Per Halloween 2018 celebriamo “I funerali di Oskar Panizza” di Grosz

George Grosz, I funerali di Oskar Panizza.

Chi può dirmi chi è pazzo e non lo è, se non un precettore?“(Oskar Panizza)

Negli ultimi anni Halloween si festeggia sempre di più anche qui in Italia. Una sera di qualche anno fa, mentre io e mia sorella rientravamo da un’uscita con le amiche, siamo state fermate da un vicino che ci ha fatto gli auguri con tanto di tre bacini festosi. E noi giù a ridere, ancora oggi rido quando lo vedo e, dopo il saluto, devo nascondermi alla sua vista un po’ come fai a scuola quando la prof sadicamente minaccia di interrogare. Lui mi crederà completamente scema, ma io non trovo proprio niente da festeggiare. Eppure ogni anno sul blog, ho realizzato qualche pezzo che celebra le festa americana, attraversando tutte le categorie, persino quella da me molto negletta del Fai da te. Quest’anno, dopo il menù e i film da paura, ho deciso di riempire le categorie più “artistiche” e dedicate alla cultura. Quindi partirò dalle suggestioni che ha su di me un quadro meraviglioso dell’espressionista George Grosz, intitolato I funerali di Oskar Panizza, nel quale le Malattie fanno davvero paura.

George Grosz, I funerali di Oskar Panizza.

Quest’ultimo è stato un personaggio dalle molte sfaccettature dell’impero tedesco. Medico in psichiatria, scrittore, drammaturgo, pubblicista e anche uomo di spettacolo. Nei suoi scritti, ha aspramente e apertamente attaccato l’impero tedesco, la Chiesa cattolica, i tabù sessuali e i concetti morali borghesi, erigendosi a icona anticonformista. Venne incarcerato per blasfemia e poi fu esiliato. Per suo libro di poesie Parisjana 1899 Panizza fu accusato di lesa maestà in Germania . Morì in manicomio nel 1921, dove fu rinchiuso per 16 anni a causa del suo deterioramento mentale. Ai funerali di Grosz, lo psichiatra pazzo è già completamente decomposto fino allo scheletro ed è seduto sulla sua bara. Pare brillo e sulla bara sta dietro al prete che alza la croce, che sembra quasi voglia esorcizzarlo. Nel corteo funebre accompagnano il defunto  tutte le malattie di cui sicuramente soffriva o avrebbe potuto ammalarsi: c’è la Sifilide, sicuramente la Pazzia, l’Alienazione, l’Alcolismo. Percorre la strada in diagonale stretto tra casermoni sbilenchi, dietro le cui finestre accese si può immaginare accadano omicidi efferati, tremendi intrighi, violenze d’ogni tipo, delitti, atti criminali.

E così mi sono spesso chiesta, quando percorro a piedi il naviglio della Martesana cosa potrebbe essere accaduto dietro le finestre delle meravigliose ville di delizia, ossia di piacere. Perché spesso protagoniste di misteri e delitti.

 

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