L’abbronzatura perfetta e sicura

fototipi

 

Abbronzarsi in modo sicuro è possibile, ma è opportuno seguire una serie di importanti accorgimenti. Innanzitutto è consigliabile detergere quotidianamente la pelle con creme il più possibile naturali e delicate, meglio se a base di estratti vegetali, vitamina C e sostanze antiossidanti. Quando ci si espone al sole spalmare sempre la protezione adatta al proprio fototipo. Il ministero della Salute ha creato un form per riconoscere a quale fototitpo apparteniamo. Con me non ha funzionato, ma provateci. Certo è che il fattore di protezione (SPF) deve essere inversamente proporzionale al proprio fototipo: tanto più la pelle è chiara e quindi sensibile ai raggi solari tanto maggiore deve essere l’SPF. Il mio dermatologo dice di ricoprirmi di protezione alta, anche quando semplicemente esco a fare una passeggiata o la spesa, perché pur avendo occhi e capelli scuri, la carnagione è chiara e la pelle sensibile. Quindi forse le caratteristiche esteriori, su cui parrebbe basarsi il form – non bastano a definire il fototipo.

Ma torniamo alla tintarella: per avere un’abbronzatura uniforme e che duri nel tempo, infatti, il sole non basta. Una cattiva esposizione comporta il rischio di scottature e di spellarsi dopo breve tempo. È, dunque, fondamentale scegliere la crema solare più idonea, anche se – incredibile, ma vero – per raggiungere il livello di protezione dichiarato sulla confezione, dovremmo consumarne un tubetto al giorno. E con quello che costano non se ne parla. Il problema è che la pelle riesce ad assorbire il 25-50% della quantità di crema che servirebbe a proteggerci, ossia due mg per centimetro quadrato di pelle. Per questo motivo si ripete di riapplicare la crema già dopo due/tre ore e sempre dopo il bagno o la doccia, anche se il cosmetico è definito waterproof.

Ma anche a tavola ci si prepara per abbronzarsi. La tavolozza della cucina è colorata di arancione con il betacarotene: albicocche, meloni, batata, pesche e carote.

Il rosso di melone, pomodoro, cocomero, peperone, lamponi, fragole contiene licopene; i verdi spinaci, basilico, sedano, cetrioli e rucola contengono invece la luteina.

I carotenoidi contengono betacarotene, utile per la pelle e il sistema immunitario. Aiutano la pelle, grazie agli antiossidanti e alle vitamine che contengono, possono aiutare a ottenere una tintarella migliore e a prevenire l’invecchiamento della pelle.

Anche l’acqua è un concorrente importante: il tè verde aiuta efficacemente la pelle ed ha effetti antietà, la tisana al mirtillo e anche la tisana alla calendula hanno un effetto benefico sulla pelle e aiutano ad abbronzarsi di più.

Il consiglio è di assumere soprattutto nei mesi precedenti all’esposizione questi alimenti colorati: in questo modo si raddoppia la dose di sole necessaria per portare a una scottatura.

La cosmesi può essere d’aiuto all’abbronzatura? No a lettini solari e lampade, potenzialmente cancerogeni. Evitare anche gli autoabbronzanti, che “colorano” la pelle con un effetto simile a quello che si ottiene prendendo il sole e senza gli effetti collaterali dei raggi ultravioletti, ma sono difficili da usare in modo corretto. Nel caso si usassero, idratare sempre la pelle prima e dopo l’applicazione. Applicare comunque sempre la protezione. Non usare mai lozioni protettive fai da te. Qualora vi scottiate però ricordate il tofu.

L’esposizione naturale prevede invece pochi, ma importanti accorgimenti: preparare la pelle all’esposizione esfoliandola, idratandola, proteggendola naturalmente e consumando i cibi giusti. Non bisogna esporsi al sole per ore di fila, soprattutto non il primo giorno, ma gradualmente e soprattutto non è necessario girarsi in continuazione, ma è meglio ogni venti minuti al fine di avere un’abbronzatura omogenea. Attenzione all’acqua che riflette maggiormente il sole e dunque ci si abbronza più velocemente ma ci si scotta anche più facilmente. Dopo ogni bagno, rispalmare la protezione. Attenzione anche al cielo nuvoloso per il quale può sembrare di non  scottarsi ma in realtà i raggi arrivano ugualmente. Evitare sempre di esporsi al sole fra le 11 e le 15, orari critici. Dopo l’esposizione cospargere la pelle di creme idratanti, ottimi sono l’olio di argan e il burro di karitè. Per mantenere un’abbronzatura perfetta il più a lungo possibile, non fare bagni d’acqua calda per non lavare via l’abbronzatura, preferire i gommage delicati agli scrub, usare una crema adatta per mantenere l’abbronzatura a fine bagno,usare saponi delicati e naturali, massaggiare la pelle senza strofinare forte con la spugna e con l’asciugamano, preferire la doccia al bagno e non stare a lungo sotto il getto dell’acqua. Ricordare sempre che più si assorbe sole, più la pelle invecchia. Stare attenti a viso e décolleté maggiormenteesposti durante l’estate e quindi maggiormente in pericolo rispetto alle altre parti del corpo.

Il sole fa bene anche ai bambini per la vitamina D che permette al nostro corpo di produrre, ma occorre prestare particolare attenzione all’esposizione diretta dei più piccoli, in quanto, durante l’infanzia e l’adolescenza, le cellule hanno una capacità riproduttiva maggiore  e questo significa che, in caso di scottatura, si possono sviluppare più facilmente piccoli tumori della pelle o melanomi. Si consigliano pertanto poche ore di esposizione all’inizio o alla fine della giornata, una crema ad alta protezione da rimettere sempre dopo il bagno.

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Una risposta

  1. 12 agosto 2017

    […] L’esposizione solare, come tutti sappiamo, sarebbe da evitare durante le ore più calde della giornata (12-16). Ma, siamo sinceri: quanti di noi seguono questa raccomandazione? Immagino pochi, forse solo le famiglie con i bambini (e anche su di loro avrei qualche dubbio in merito). Quindi per tutti coloro che non lo fanno, consiglio durante le ore più calde (e almeno questo cerchiamo di seguirlo) di starsene un po’ di tempo sotto l’ombrellone, magari facendo anche una bella pennichella accarezzati dalla brezza marina e di applicare una protezione adeguata al fototipo di pelle e, comunque mai sotto SPF 15. […]

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