Le mense scolastiche educano alla sana alimentazione?

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Hanno riaperto scuole e asili e i nostri bambini per pranzo tornano a sedere nelle mense scolastiche. Ma cosa mangiano? Io ho dei ricordi traumatici. Andavo dalle suore, alle quali nulla importava dei gusti personali. Bisognava mangiare tutto, senza rifiutare nulla, perché sprecare è peccato. Vero, ma basta lasciare mangiare quello che si vuole.  Pertanto, prese dalla disperazione io e mia sorella che di mangiare carne e formaggio non ne volevamo sapere, o nascondevamo quegli alimenti nelle tasche del grembiule o facevamo certificare al dottore un’intolleranza che non c’era. E se non mangiavi tutto, finivi in punizione, almeno io e sorella ci incontravamo a ricreazione. Il formaggio, con il tempo, ho imparato a rifilarlo al ciccione della classe che, in un batter di denti, lo faceva scomparire.  Oggi per motivi religiosi, il grembiule può restare pulito. Ma cosa mangiano i bambini del 2017? Ho chiesto a mia sorella di visionare il menù di mio nipote, iscritto al primo anno d’asilo. Tutte le vaccinazioni fatte. La seconda portata due volte a settimana è a base di carne rossa. Il pollo la fa da padrone. Costa poco in proporzione alla quantità. Ma la qualità? Il codice europeo anticancro indica esplicitamente al punto 5 che è opportuno “evitare il consumo di carne conservate e limitare quello di carni rosse”. Il primo pranzo all’asilo del piccolo Lorenzo è a base di bresaola. Non mancano mai i formaggi, probabilmente per l’errata convinzione che i prodotti caseari contengano calcio, importante per garantire la crescita dei bambini. Un fake: nessuno studio ha mai comprovato che i prodotti caseari contengano calcio. Mentre ne sono ricche le verdure, sempre assicurate in menù. Il costo settimanale del menù è di 6 euro. La domanda è: quali materie prime utilizzate? Le proteine nobili del pesce – per lo più fritto – ci sono una volta a settimana, quelle vegetali pure. Meglio pollo a volontà, secondo la ristorazione scolastica. E qualcuno spieghi loro che per carne bianca non si intende il pollo o il vitello – che è carne rossa, essendo il figlio del bovino. Proposto in versione spezzatino, che era quanto più detestavo da piccola, impressionata da quella carne fatta a pezzettini e sugosa, quindi troppo difficile da nascondere. Insomma, visto che la scuola deve essere uno strumento educativo, io credo debba anche istruire a un’alimentazione sana. E proprio per questo abbiamo già da tempo lanciato una petizione perché i servizi gestionali della ristorazione pubblica stiano attente a cosa servono in tavola. Per esempio, Milano Ristorazione che si occupa dell’attività di gestione di ristorazione collettiva, verso utenza scolastica e verso altra utenza, ha di recente introdotto il pane integrale, preparato con farina integrale biologica. Infine, per festeggiare i compleanni, sono ammesse soltanto le caramelle… Si sa: quelle fanno bene! Non potrò nemmeno preparare una mio dolce non dolcificato. E Lorenzino che, fino al suo terzo anno di età  ha mangiato bene e in modo salutare,  tornerà a casa con le tasche colme di spezzatino!
Ma chi dovrebbero essere i docenti della ristorazione collettiva? La mensa scolastica è un servizio dei Comuni a domanda individuale – e perciò erogato secondo la loro discrezionalità (legata al pareggio di bilancio delle scuole) – la sua presenza non è assicurata in modo uniforme sul territorio italiano. Varia anche la misura in cui le famiglie devono contribuire alla spesa.

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