La società del 2020 in decadimento ambientale e culturale

Roberto Bolle da tergo ©Roberto Bolle Official Page

Quello che cerco di trasmettere con Alimentarmente è l’opinione che il cancro non viene per caso. Nei casi di mutazioni genetiche, nasce e si sviluppa al nostro interno perché ne possediamo già i semi. Tuttavia, il tumore è soprattutto il frutto delle alterazioni ambientali del nostro territorio: acqua, aria, cibo, suolo, in tutto questo c’è qualcosa che non va. Il nostro modello agricolo-produttivo è arrivato oramai al capolinea, non crea più reddito e presenta costi di gestione sempre più elevati, soprattutto quelli ambientali. Ed è li che si sono infilate le imprese mafiose che campano dove maggiormente si avverte l’assenza dello Stato. Ed è così che la Liguria crolla sotto i ponti, Milano fighetta e funzionale non risente dei problemi della pioggia battente e invece, un lunedì ho attraversato viale Lunigiana e una pattuglia della municipale era stata fermata sbilenca in mezzo alla strada sopra una buca voragine quasi a nascondere che le buche, o meglio le voragini sull’asfalto, ci sono anche a Milano e non sono un copyright della Raggi: la situazione di emergenza ha creato una coda e un pericolo che solo chi conosce questa strada ad alto traffico e scorrimento può immaginare. Eppure a me non è sembrato si volesse risolvere un’emergenza – creandone un’altra pure peggiore – oppure quando ci sono ripassata dopo tre giorni, si sarebbe colmata la buca, o la si sarebbe più adeguatamente segnalata. Invece io con la mia Smart di quarta mano e tanti con me, che non possono permettersi il suv, ci siamo annegati dentro. a me pare che si volesse maldestramente nascondere la malefatta perché non si deve lordare l’immagine del sindaco Sala, evidentemente nuova figura forte del pd, l’uomo delle periferie, in cui non ha mai messo piede. La sinistra, quella vera, non dovrebbe ripartire da un difensore dell’imprenditoria, la sinistra dovrebbe difendere i lavoratori e il lavoro. Non sei di sinistra se metti le calze color arcobaleno, cui fai un selfie raccogli-consensi, seduto su poltrona-trono Charleston -emblema della borghesia arricchita, ma se hai la maglietta rossa. Anacronistica, intramontabile e pregna di significatoVenezia sprofonda sotto l’acqua alta,  Matera ne sommerge il suo tufo. È emblematico che la città della Cultura per il 2019 abbia questa sorte di totale assenza di tutela del nostro ricchissimo patrimonio ambientale e culturale. No, va tutelata la nuova edizione del Grande fratello o della Pupa e il secchione che, soltanto ascoltando la pubblicità io mi deprimo perché questo vuole la gente. Ieri ho visto pochi minuti di Roberto Bolle. Danza con me. Io non capisco niente di danza e poco mi interessa, ma sono molto interessata al sedere marmoreo del ballerino. Ma io proprio non riesco a guardare quanto ci propina la televisione. Sin dall’inizio, quasi a scusare che il balletto classico si muova su musiche sinfoniche o liriche, le hanno interrotte con Marracash e Cosmo che però cantano ATTENZIONE ATTENZIONE Greta Thunberg, nome buttato lì a dimostrare che c’è impegno. Bravi, bravissimi: fate cagare. Poi Stefano Bollani, esponente italiano di spicco del jazz, viene sporcato da Andrea Bocelli, simbolo del repertorio classico degradato al pop. Metteteci Allevi – dello stesso stile degradato –  ad accompagnarlo! No, almeno fatemi vedere le chiappe. No. Basta, cambio canale: la tv pubblica non riesce a fare un programma che sia di qualità. Soltanto non perdo una puntata all’ora di  pranzo di  Quante storie. Ma lo zapping sugli altri canali è ancora più avvilente, quindi torno alle chiappe da statua greca (che non inquadrano mai) e trovo quello che la Rai ci vuole far passare come baluardo della cultura: Alberto Angela che dà lezione sulla danza a lungo esclusiva delle donne fino a Nureev. Tutte informazioni a me completamente sconosciute e quindi ascoltate con interesse, se non fosse che, dopo pochi minuti, la conduttrice Geppi Cucciari non affermi tutto il contrario del figlio d’arte. Ricambio canale per rimetterlo dopo un veloce infruttuoso zapping: ora la tv pubblica offre un altro dei suoi best: Luca Zingaretti: il climax è servito. L’interprete di Montalbano è uno dei peggiori attori in scena a mio parere per la sua totale inespressività e poi il vernacolo non è proprio mestiere suo a meno che non gli serva non per essere verosimile, ma l’esatto opposto: una brutta caricatura.

Vivo in una società che disprezza deboli e disperati, non riconosciuti come casi della sorte che non sempre dipendono dalle loro decisioni. A Firenze un senzatetto i 49 anni è morto di freddo nel secondo giorno del 2020, mentre qualcuno rientrava dai bagordi della sera prima.
Tutto per dire che il mondo del 2020 è sempre più in rovina verso il basso e mi fa schifo, se non fosse per il culo marmoreo di Roberto Bolle – che, essendo un’opera d’arte, ovviamente non ha mai goduto di un primissimo piano nella tv pubblica. E per i bacchettoni che stanno pensando che questo finale è triviale e non i reality di Mediaset, rispondo con una citazione da La prima indagine di Montalbano ad opera di Andrea Camilleri:

Il prossimo sdilluvio universale non sarà fatto d’acqua, ma di tutti i nostri rifiuti accumulati nei secoli. Moriremo assufficati dalla nostra stessa merda”.

”.

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