L’inquinamento dell’acqua in bottiglia, meglio quella del rubinetto

L’acqua in bottiglia non fa bene all’ambiente. I cittadini italiani hanno una forte e infondata diffidenza verso l’acqua del rubinetto. Infondata perché l’acqua di rete è buona e sana: inodore, incolore, insapore, limpida, fresca e aerata, priva di microrganismi patogeni e di sostanze nocive, e sicura grazie ai controlli severi previsti dalla normativa (300 mila controlli all’anno da parte dei gestori e delle autorità sanitarie). Stiamo parlando di controlli con limiti più stringenti per alcuni parametri rispetto a quelli per le acque in bottiglia. Anche il numero di controlli è persino superiore a quello dell’acqua in bottiglia. Il cloro disciolto in acqua ne garantisce la purezza microbiologica durante tutto il percorso, e che dà fastidio alla maggioranza può essere facilmente eliminato mettendo l’acqua in caraffa un po’ di tempo prima: il cloro, in quanto gas, evaporerà.
Sulle acque minerali e anche su quelle di sorgente inoltre, è tassativamente vietato operare qualsiasi trattamento chimico tale da alterare la composizione: l’unica deroga è l’eventuale aggiunta di anidride carbonica per renderle gassate. L’acqua minerale deve essere batteriologicamente pura, priva di agenti inquinanti e viene imbottigliata così come sgorga dalla sorgente. Le normali acque potabili del rubinetto invece provengono sia da pozzi, sia da falde superficiali, da fiumi o da laghi e possono essere sottoposte a trattamenti di potabilizzazione.
L’imbottigliamento inquina. Innanzitutto, bere acqua del rubinetto come quella dei tantissimi “nasoni” pubblici sparsi nelle città, o delle case dell’acqua, significa evitare che milioni di bottiglie di plastica vengano immesse nell’ambiente e risparmiare tonnellate di petrolio utilizzate per la produzione e il trasporto. “Le acque prodotte in nord Italia vengono vendute al Sud e viceversa, una marca viaggia per oltre 700 chilometri. E lo fanno su gomma [altra pessima abitudine tutta italiana- ndr]. Solo il 18% usa il treno” sostiene un rapporto di Legambiente.
Il materiale plastico di cui si compone una bottiglia di acqua minerale è il polietilenetereftalato (PET): per produrne un chilo (che dà origine a 25 bottiglie da 1,5 litri) sono necessari 17,5 litri di acqua e 2 chili di petrolio. I tappi sono invece realizzati con poliolefine, come il polipropilene e il polietilene, plastiche sicure che però secondo recenti studi sono state rilevate in grandi quantità sotto forma di microplastiche nell’acqua imbottigliata.

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