La dieta anticancro secondo Marco Bianchi

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Con Franco Berrino e Umberto Veronesi, Marco Bianchi è uno dei big della dieta anticancro che abbiamo in Italia. Il giovane divulgatore scientifico della fondazione Veronesi  non si discosta dalle opinioni dei più anziani, così come dalla dieta suggerita al punto 5 del codice europeo anticancro, pur rilevandosi  meno intransigente, per esempio, dell’epidemiologo dell’istituto dei Tumori.

Alla base del pensiero di Marco bianchi sta che ogni pasto – colazione compresa – dovrebbe essere studiato come un piatto  unico. Bisogna immaginare di dividerlo a metà una delle quali deve essere colma di verdure preferibilmente cotta al vapore, oppure al forno in cartoccio preferibili a quelle grigliate, a meno che non cotte bene, ossia senza bruciacchiarle. L’altra metà del piatto deve essere tagliata in due ulteriori parti, dove 1/4 deve contenere proteine, che possono essere vegetali o animali. Nel caso, soprattutto quelle del pesce azzurro. L’ultimo quarto è occupato dai cereali bolliti.

Ma iniziamo dalla colazione: un pasto molto importante perché il digiuno dà minore lucidità alla persona, così come una colazione sbagliata, per esempio  la nostra – troppo carica di zuccheri. Ideale sarebbe comporla di un caffè, una spremuta, o un frutto, cereali,  proteine del latte vaccino o vegetale e anche uno yogurt che, rispetto al latte, contiene meno lattosio. Come latte, Marco Bianchi non esclude quello vaccino, anche perché con quelli vegetali si può commettere l’errore di acquistare quelli con zuccheri aggiunti. Da evitare assolutamente è il latte di riso, che impenna l’indice glicemico. Il migliore da consumare è il latte d’avena, stando attenti che non abbia zuccheri aggiunti. Una buona colazione deve anche prevedere una manciata di frutta secca – circa 30 gr – e un frutto fresco. La mela è ideale perché contiene fisetina, che possiede proprietà anticancro nel senso che dà uno stop alla proliferazione delle molecole tumorali e spinge l’apoptosi (morte programmata delle cellule). Inoltre la fisetina tiene viva l’attenzione e garantisce apertura mentale. Ma attenzione, perché una mela pesa circa 120 gr e, per non alzare eccessivamente l’indice glicemico, non bisognerebbe superare le tre porzioni di frutta al giorno da circa 150 gr l’una, per un totale dunque di 450 gr al giorno.

Per gli altri pasti, è consigliabile cambiare sempre il cereale mangiare tanta verdura, consumandone un po’ prima del resto del pasto così da frenare il carico glicemico. Come con lo zucchero, anche con il sale bisogna stare attenti a non consumarlo eccessivamente. Il sale può essere sostituito da altri condimenti come il gomasio, che uno si si dovrebbe preparare a casa propria utilizzando – secondo la ricetta di Marco Bianchi – 18 cucchiai di sesamo e un cucchiaino di sale integrale, il tutto da tostare insieme e poi schiacciare nel mortaio. Anche le spezie possono sostituire il sale e non hanno controindicazione alcuna. Il miglior condimento è costituito dall’olio extravergine di oliva, meglio  se ricco di polifenoli, che avvertiamo nel pizzicore. Per condire è utile anche l’aceto.

Il pesce va mangiato tre volte a settimana. Il numero uno dei nostri mare è il pesce azzurro perché piccolo e quindi capace di accumulare meno metalli pesanti rispetto ai pesci di taglia grossa. È sconsigliata la sogliola perché sta sui fondali, mentre i crostacei non hanno rilievo nutrizionale importante. Il pesce azzurro serve soprattutto per combattere il colesterolo alto insieme con la frutta secca e alle antocianine (alimenti rossi viola e blu).
Attualmente l’italiano mangia mediamente 1,2 kg di carne rossa a settimana, anziché soltanto 50 gr.   Di uova se ne possono mangiare fino a 4 a settimana. Per quanto riguarda le proteine vegetali, bisogna contenersi con la soia, di cui non bisogna superare le tre porzioni al giorno.

Ad ogni pasto è importante bere, prediligendo acque con basso residuo fisso. È permesso un bicchiere di vino (meglio rosso) al giorno.

E il dolce? Si può mangiare e quello acquistato una volta alla settimana, oppure – ed è meglio – si possono preparare dolci cui possiamo controllare l’indice glicemico, secondo le ricette del nostro sito o quelle dello stesso Marco Bianchi però badando sempre di non superare la dose giornaliera di 25 g di zucchero perché le cellule tumorali sono golose di zucchero il quale , se proprio si vuole usare un dolcificante, afferma Bianchi, allora meglio sarebbe usare lo zucchero grezzo di canna integrale, cioè il  mascobado.

Poi ci sono i Fodmap, acronimo che sta per “Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols”. Più semplicemente si tratta di zuccheri dall’alto potere fermentativo, come fruttosio, lattosio, fruttani e  xilitolo. I quali assunti regolarmente ed eccessivamente irritano l’intestino, provocando pancia gonfia, meteorismo, dolori addominali, irregolarità intestinali. E per stare bene un intestino pulito è punto imprescindibile. Quali sono quindi gli alimenti da evitare, o comunque limitare, e quelli da preferire? Per quanto riguarda la frutta meglio banana, arancia, uva e melone, mentre risultano particolarmente fermentabili anguria, pesche, mele e pere. Per le verdure risultano preferibili zucchine, lattuga, pomodoro, fagiolini, mentre da evitare asparagi, cipolla, aglio, barbabietola, cavolo verza. Tra gli alimenti a basso contenuto di Fodmap sono indicati anche pesce e prodotti senza glutine come riso, quinoa e avena. Del mondo dei latticini sono invece ammessi quelli senza lattosio (latte, yogurt, formaggi, gelato…). Sostanzialmente Berrino e Marco Bianchi prescrivono la stessa dieta anticancro, tuttavia il più giovane è meno severo. Quando, in visita dall’epidemiologo dell’istituto dei tumori gli chiesi quanti sgarri erano ammessi, sorridendo sarcastico ha risposto “una volta l’anno”. Il pesce si può consumare, come le uova, due volte alla settimana, dolci zuccherati industrialmente mai. Non parliamo della carne rossa.

Vero è che, come i suoi colleghi, anche Marco Bianchi contro ogni eccesso sottolinea l’importanza che ha l’attività fisica da svolgere regolarmente.

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Una risposta

  1. 23 ottobre 2017

    […] maiale che rimane un meraviglioso belvedere. Questa è la prima riflessione importante da fare. Marco Bianchi, ricercatore della Fondazione Veronesi, spicca in quel serpentone rosa che è costituito dai […]

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