Niente integrità per la farina integrale

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Ma quello che ci spacciano per pane integrale lo è davvero? Nella maggioranza dei casi la risposta è no. Si tratta in realtà di farina 00, ossia di farina raffinata, “inscurita” da una manciata di crusca. Questa combinazione abbina all’effetto dannoso della crusca, che riduce l’assorbimento del ferro e del calcio, a quello della farina raffinata, che aumenta l’indice glicemico. E il danno ci viene fatto pure pagare caro. Da Panini Durini, in via Montebello a Milano, se il panino lo vuoi integrale, anziché bianco, lo paghi molto di più. In porta Romana abbiamo acquistato pane integrale (molto buono e al gusto veramente integrale) a 8 euro al chilo. Ma anche dove bisognerebbe Fa’ la cosa giusta, mezzo kg di pane integrale lo abbiamo pagato 2, 50 euro. Una rapina a mano armata di truffa plateale e, come tale, nel Bel Paese LEGALE! Perché devo mangiare a costi elevato un prodotto che non ha subito maggiori fasi di produzioni, ma la natura lo ha dato bello e pronto all’uomo? E perché dobbiamo credere di acquistare pane integrale a prezzo maggiorato, se sto mangiando pane bianco sporcato di crusca? La prima risposta ha bisogno di indagini che ora il tempo a disposizione non mi permette di portare avanti, ma sulla seconda domanda sono preparata: per la legge n. 187 del 9 febbraio 2001, che regola la revisione della normativa sulla produzione e commercializzazione di sfarinati e paste alimentari.

La norma, innanzitutto, distingue tra sfarinati di grano tenero e sfarinati di grano duro

1. È denominato “farina di grano tenero” il prodotto ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano tenero liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

2. È denominato “farina integrale di grano tenero” il prodotto ottenuto direttamente dalla macinazione del grano tenero liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

3. È denominato “semola di grano duro“, o semplicemente “semola“, il prodotto granulare a spigolo vivo ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro, liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

4. È denominato “semolato di grano duro“, o semplicemente “semolato“, il prodotto ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità, dopo l’estrazione della semola.

5. È denominato “semola integrale di grano duro“, o semplicemente “semola integrale“, il prodotto granulare a spigolo vivo ottenuto direttamente dalla macinazione del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

6. È denominato “farina di grano duro” il prodotto non granulare ottenuto dalla macinazione e conseguente abburattamento del grano duro liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.

Poi la legge numerata nelle sue denominazioni, per mostrarsi meno noiosa di quanto è, si lancia nell’inserimento di due tabelle che specificano le caratteristiche che devono avere i prodotti immessi sul mercato.

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Le tabelle che dovrebbero servire a farci capire qualcosa di più, sono usate per confondere le acque. Proviamo a schiarirle, come viene fatto con le farine integrali: per definire una farina di grano tenero integrale a uso commerciale, basta che questa abbia un tasso di ceneri (sali minerali inceneriti) contenuto fra 1,30 e 1,70 su cento parti di sostanza secca, oltre a un tasso minimo di proteine. Tradotto: un prodotto raffinato integrato con crusca può essere chiamato integrale! Un prodotto è integrale quando si trova in condizioni simili a come viene raccolto. Dovremmo chiedere di vietare i falsi sfarinati integrali o di  introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’indice glicemico, molto più basso nella farina integrale rispetto a quello della raffinata. Potremmo leggere bene le etichette, evitando tutto ciò che oltre alla dicitura “farina integrale” aggiunga altri indecifrabili denominazioni. Dovremmo, potremmo… FACCIAMOCELO noi!

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14 Risposte

  1. Giuseppe scrive:

    Altro che una multa …. mi sentirei soddisfatto nel momento in cui li sapessi dietro le sbarre ….. che te lo dico a fá

  1. 18 giugno 2014

    […] In ospedale scordatevi il pane integrale, che è meglio vi prepariate da soli, avrete soltanto pane bianco inscurito da una manciata di crusca. La pasta e il riso sono raffinati. La carne è consigliata in caso di operazione per rimettersi in […]

  2. 14 luglio 2014

    […] al loro alto contenuto di fibre, rallentano l’assorbimento degli zuccheri comunque presenti nei cereali integrali, anche se in dosi fortemente minori rispetto a quelli raffinati. Chi non fosse abituato a mangiarli […]

  3. 4 agosto 2014

    […] Portata dopo portata, vi abbiamo portato alla frutta che, insieme alla verdura, contiene sostanze dimostrate anticancerogene. Ma bisogna stare attenti: fa bene mangiare frutta di stagione e del proprio territorio alle persone in salute, mentre, nutrendosi il tumore di glucosio, è opportuno che i malati di cancro non consumino frutta in quantità elevate. In particolare, bisogna fare attenzione alla frutta che stimola la proliferazione cellulare, ossia quella ricca di poliammine presenti soprattutto in arance, banane e frutta tropicale, da eliminare dalla dieta. Mele e pere ne contengono un po’, ma solamente vicino alla buccia che, quindi, è meglio eliminare. Largo ai frutti di bosco e all’uvetta sultanina, ottime anche per preparare dessert, naturalmente dolci e fonti di polifenoli (acido ellagico, antocianidini e proantocianidini) dal potenziale anticancerogeno. […]

  4. 11 agosto 2014

    […] cereali non raffinati […]

  5. 13 ottobre 2014

    […] nuova stagione di Report ha messo in chiaro in uno speciale sulla pizza anche il problema della raffinazione della farina. A chi non fosse ancora convinto della perdita di gusto, proprietà e sanità che si verifica con […]

  6. 20 ottobre 2014

    […] i cereali integrali, le verdure dovrebbero comporre gran parte del piatto macrobiotico: all’incirca un terzo del cibo […]

  7. 17 novembre 2014

    […] di mantenere un corretto peso forma, senza rinunciare a tutti i nutrienti che servono al corpo. I cereali integrali, infatti, saziano molto di più di quelli raffinati, mantenendo nel chicco tutte le proprietà […]

  8. 20 novembre 2014

    […] bianca “macchiata” da una manciata di crusca. E non si può nemmeno controbattere perché per la legge è tutto regolare! Il guaio è che se il cambiamento non è di massa, il nuovo regime alimentare nei ristoranti ce lo […]

  9. 27 novembre 2014

    […] contenenti olio di palma, di palmisti e olio di colza. Nel caso abbiate dubbi se un prodotto sia integrale o meno, qui deve essere segnalato. Se non è specificato integrale, la materia è stata raffinata, […]

  10. 5 gennaio 2015

    […] da parte di panifici e pizzerie, affinché sia chiaro che quello che in panetteria paghiamo come pane integrale di fatto non lo […]

  11. 13 gennaio 2015

    […] vi sottoponiamo un’altra petizione che abbiamo lanciato su change.org e che nasce da una riflessione sulla farina integrale che AlimentarMente ha sollevato ancora prima di un noto servizio su Report dedicato alla questione. […]

  12. 10 febbraio 2015

    […] dall’originale nel fare a meno di mascarpone, zucchero e riso soffiato bianco. Noi “integralisti” di AlimentarMente  facciamo tutto integrale, senza zuccheri aggiunti, senza latte e […]

  13. 20 maggio 2017

    […] a pensare che la farina usata per prepararli sia al 100%integrale e non,come avviene anche per il pane dei fornai preparato con farina integrale ricostituita, cioè farina bianca con l’aggiunta di crusca, […]

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